"Gianni falle entrare" -
"No no! io non le sopporto" -
Ma è l'intervallo, senza di loro che intervallo sarebbe... su belle entrate, venite venite"
BEEE BEEE... BEEE...
"Renzo prendi quella e spostala da là"
BEEE BEEE BEEE
NO! LI' NO!...
Ecco l'ha fatta sul disco di Gibo Farassino... Buttalo via
" Vabbe' che anche senza l'intervento della pecora.... si vede che era stata ispirata"
ED ORA AMICI, UN GRANDE PEZZO DELLA PREMIATA FORNERIA MARCONIIIIII
"a proposito Gianni, il pane?"
...... partiva il pezzo della P.F.M.
Qluesto più o meno succedeva in ALTO GRADIMENTO la trasmissione rai che furoreggiò tra i giovani di 30 anni fa
NEL 1975 liberalizzarono le antenne private e per la prima volta si poteva ascoltare di tutto con formule che non fosse quelle stantie dei tre canali nazionali.
Gianni Boncompagni e Renzo Arbolre, furono degli apripista e tutt'ora il loro modo di condurre lo ritroviamo anche in programmi TV
Ma la vera rivoluzione fu per i giovani che per la prima volta venivano a trovarsi con tanta musica, le telfonate in diretta (fino ad allora impensabili), gli inviati speciali senza bavagli a soffocare le parole.
Tra le tante cose che ho fatto, mi manca l'esperienza radio. Ne ho un piccolo rammarico, soprattutto di quegli anni, quando il fermento era alle stelle e l'illusione di migliorare il mondo era presente in tutti noi.
Non ero in radio, ma la mia era sempre accesa e mi seguiva ovunque con i ritmi a toni forti del rock
Come si cambia! Mentre sto scrivendo tutto questo, gira un CD, tra l'altro a volume basso, di Nat King Cole.
BUON COMPLEANNO RADIO LIBERE.
Questa è la nuova formula inglese di vendita.
Gli Inglesi, quanto mai attenti alla qualità del cibo, stanno riscoprendo i mercatini rionali, il carretto del prodotti venduti direttamente dal produttore.
La formula FOOD MILES specifica le miglia di distanza tra Produzione e Vendita. La merce deve avere una provenienza massima di 100 miglia ed in base alle miglia percorse (oltre agli altri parametri di qualità e freschezza) viene determinato il prezzo.
Ciò implica una maggiore freschezza e genuinità dei prodotti, inoltre vengono limitati i danni ambientali che i trasporti, siano essi su ruote, rotaie, mare ed aria, per ogni miglio percorso contribuiscono fortemente all' inquinamento.
Un mio amico del popolo degli elfi (una comunità che ricorda tanto gli ex figli dei fiori) ha le sue teorie:
Almeno sul pacchetto delle sigarette c'è scritto "ATTENTO! IL FUMO FA MALE" e sul pacchettino del pollo incelofanato? E il fatto, visto che non ci sono soldi, di dover andare nei discount per acquistare sempre a più basso prezzo? Ti distruggono prima del tempo. Ma è tutto studiato:
Stai male? BENE! busines dei medicinali.... MUORI? Meglio risparmiamo sulle pensioni da elargire
Forse L'elfo quando ha detto questo, era un po' arrabbiato. mi era scappato il sale e la cottura della pasta che avevo messo in tavola.
Un'e-mail di un amico riportava quanto sia insensato il mondo dei trasporti, potenziare i trasporti con conseguente sprechi di consumi e di inquinamento.
Il racconto era lunghetto quindi riporterò un piccolo estratto:
....Perché le salsicce vendute a Norimberga devono essere fatte con maiali
bavaresi portati a macellare a Mola vicino a Napoli? E i pigiami tessuti e
venduti in Svizzera devono andare fino in Portogallo per farsi cucire i
bottoni? ....La Gran Bretagna importa ogni anno duecentomila tonnellate di carne di porco straniero.
Ma esporta anche duecentomila tonnellate di porco britannico. E se ognuno si mangiasse i porci suoi?....
Però! - Pensavo mentre leggevo - Oggi Mat. è in forma. Intanto venivo sempre più coinvolto della lettura ed animo sensibile quale sono, concordavo con lo sdegno rivolto ad un falso progresso, all'inquinamento indiscriminato e convulso.
Non che nel mio animo, tutto questo fosse sconosciuto, anzi da anni sento questa amarezza e questa impotenza, Mi sento formica nel mondo e non accetto di rimanere inerme; d'altro canto non ho la forza di lottare a spada tratta contro giganti e mulini a vento. Così, a mia scusa, lotto nel piccolo, cercando di impostare la mia azienda con i principi dell'eco-sistema, di differenziare i rifiuti, di non adoperare spray e diserbanti chimici, di limitare inutili consumi (questa cosa è la più difficle da farsi)
Ormai ero giunto all'ultima frase dell'e-mail
"E se poi la carne, il miele, il latte prodotti localmente sono più sani e
costano meno, chi se ne frega."
Bravo Mat! Sono pienamente d'accordo!
Ultima riga "Gabriele ti ho riportato un post che ti piacerà sicuramente, è del blog di BEPPE GRILLO"
Davanti al Teatro, persone a gruppi, chiacchiere, sorrisi, attesa
Poi il piacevole tepore dell'ambiente riscaldato, ancora chiacchiere, sorrisi, incontri.
Le luce generali calano d'intensità fino al buio totale, mentre tre riflettori iniziano a diffondere la loro luce gialla sulla scena, un contrabbasso, un sax, un sitar, adagiati sul pavimento, mostrano con sempre maggior intensità il loro profilo falsamente giallognolo..
Questo attimo, ti lascia in sospensione tra la realtà e la magia. Quando il buio ti avvolge e non sai ancora in quale favola ti immergerai, senti il respiro rallentare e attendi... con il sorriso sulle labbra.
Poi i riflettori gradualmtenti ti fanno entrare, aprono la porta della fantasia e sei lì... dentro la favola... con tutto te stesso.
Entra un musicista scalzo, si accoccola sulle gambe, abbraccia il sitar e lo accarezza facendone uscire un suono dolce, poi il contrabbasso e il sax
Ed ecco l'attore. Un gesto, uno sguardo acuto, infine la sua voce modulata che racconta, incanta, trasporta lontano, fino all'India, al Gange al silenzio.
Buio.
Giovani, con tanto di tutto: ideali, speranze, ottimismo, allegria, colori, capelli.
Quella sera indossavo una camicia di un bel giallo canarino cosparso di magnolie color ruggine, i soliti pantaloni di velluto nero, anelli e catenine.
Al mio fianco c'era lei, camicetta di pizzo a fiori bianchi, levis lunghissimi che nascondevano scarpe a zeppa di 20 cm.
La osservavo con discrezione: era proprio carina!
Era una tavolata di amici, nuovi e vecchi, dove cibo e chiacchiere procedevano di pari passo.
Io e la mia vicina di tavolo, ci conoscevamo da poco, si facevano i primi approcci tentando di conoscerci meglio, io con l'animo d'artista, sognatore, pieno di fiducia nell'uomo e nel futuro dell'umanità, lei fortemente politicizzata e di sinistra. Non che essere di sinistra fosse un male, anzi c'erano tutti i sentimenti per migliorare la società.
Tra un coniglio alla cacciatore ed una lasagna si parlava dei grandi mali del mondo e di come, si sarebbe potuto renderlo più pulito con la comprensione reciproca, l'aiuto e l'amore. Questo il coro generale anche se, non mancava chi sosteneva aria di riforma e di rivuluzione per superare le barriere sociali.
Non ricordo come giunsi a raccontare di un mio amico, proprietario di un molo sul lago di Garda e del cartello che vietava l'attracco ad estranei
La mia vicina, lasciò cadere il pezzo di coniglio nel piatto, mi guardò gelida, poi iniziò una serie di accuse contro il capitalismo i borghesi accusandomi di insensibilità, un grasso maiale con sentimenti capitalistici "grasso io?" pensai- Una furia balbettante con le lacrime agli occhi. Io del resto la considerai una povera pazza invasata, oltretutto nana se si fosse tolta quei 20 cm di zeppe che portava nei piedi
La tavolata dava ragione chi all'uno chi all'altra, ma il il cibo e il chianti, ebbero il sopravvento sulla discussione, finirono tutti a tarallucci e vino tranne noi due
Non mi sentivo certo in colpa e non mi sarei sicuramente scusato con quell'invasata. Lei uscì dal ristorante guardandomi con occhi fiammeggianti, in realtà per nascondere un pianto di rabbia e di delusione. La consolava G. l'amica del cuore, dicendo che forse, in fondo, non ero quel porco borghese che sembravo. Io invece mi confidavo con R: un amico che mi dava pienamente ragione: "lascia stare quelle due pazze!!!!" mi ripeteva.
Così G ed R fecero da mediatori per salvare il salvabile. Poi si sa! Una cosa tira l'altra, finirono per sposarsi lo stesso anno.
E la nana invasata? Lei è un caso a parte, a marzo abbiamo compiuto 30 magnifici anni di matrimonio.
Ho vissuto questo sogno:
Mi trovavo in un appartamento cittadino ottocentesco, finestre alte con grate ormai nere dalla polvere e dallo smog, soglie di marmo bianco ingrigite dall'uso secolare, porte e stucchi in degrado.
L'appartamento era il mio, veniva usato solo salturariamente, quel giorno, assieme ad un ragazzo di 13 anni, eravamo passati per prendere alcune cose, rassettare un attimo e chiudere le finestre lasciate aperte per arieggiare il locale.
Pensai di farmi la barba e un bel bagno caldo, quindi indossai abiti comodi, ed entrai nell'angusto gabinetto.
Stavo preparando il rasoio e saponi vari, quando ho avuto l'impressione che alle mie spalle fosse passata un'ombra, una presenza. Allarmato chiamai il ragazzo per comunicarglielo, ma non usciva la voce, per quanto mi sforzassi emettevo solo suoni gutturali, intanto l'acqua nella vasca si stava tingendo di rosso. Non volevo credere che fosse sanque, incolpai sicuramente qualche colorante delle vecchie tubature, intanto era diventata tutta rossa. Andai nell'altra stanza cercando di chiamare il ragazzo poi, facendomi forza tornai in bagno, la vasca era vuota ma tutta sporca come se avessero aperto lo scarico e fosse rimasta una schiumina di sapone rappreso e lordo.
Decidemmo di scappare, volevo fuggire senza rivestirmi, prendere al volo gli abiti che mi ero tolto e catapultarmi all'esterno.
Tentai di entrare nell'altra stanza, ma una presenza invisibile spingeva in senso contrario la porta che cercavo di aprire.
Riuscii nell'impresa, stavo per tornare sui miei passi quando vidi una finestra aperta, a fianco di essa un rubinetto faceva scorrere acqua nel lavello sottostante, tanta da tracimare ed allagare in parte il pavimento.
Sotto alla finestra uno sgabello. Sapevo che era stato messo ad arte, ciò nonostante decisi ugualmente di chiudere l'infisso, salii sullo sgabello ma come toccai la mangilia tutto sprofondò. Rimasi aggrappato in maniera sommaria, sotto di me il vuoto e la terribile sensazione che qualcuno stesse tentando di trascinarmici dentro.
Cercavo pur senza voce di chiamare il ragazzo, che consideravo in questo momento come un attendente, un collaboratore, un aiutante.
Lui arrivò, lanciò un bandiera verso il vuoto, poi con un balzo, per aiutarmi, si aggrappò alle mie gambe; entrambi ci sentivamo trascinatii verso il basso.
La bandiera (non ricordo la nazionalità) rese visibile il fantasma, parte del corpo, essendo ricoperto dalla bandiera non si poteva distinguere, mentre il volto era chiaro e incisivo, un volto disperato dal sesso indefinibile, con tanti capelli lunghi e sparsi a rosa, le mani ci afferravano e cercavano di portarci con lui o lei, questa la prima impressione. In realtà era una supplica, comunicava con noi telepaticamente chiedendomi con grande dolore un'assoluzione.
Assoluzione per cosa? Chi era lo spirito? Lo conoscevo? Avevamo avuto altri e precedenti contatti? Cosa mi aveva fatto per elemosinare una supplica?
Decisi di non dare risposta a tutte queste domande, decisi di accontentarlo per vedere cosa sarebbe successo. Senza convinzione dissi:
"Ti perdono anima dannata, vai e non rompere i coglioni" Proprio così: "Non rompere i coglioni?" ma con quale coraggio avevo detto quella frase? Eppure, e di questo me ne meravigliai, il perdono venne accettato. Improvvisiamente la presa venna rilasciata, mi sentii libero e mi torno forte la voce.
Mi sono risvegliato di colpo, con la bocca secca e la gola arsa, erano le 02.44
Edoardo De Filippo, grande attore forse meno grande come sceneggiatore, in ogni caso alcune sue commedie le rileggo con piacere.
Ieri sera con la frase "A' DA' PASSA' A' NUTTATA" ho chiuso il libro Napoli Milionaria. Quanto è rimasto oggi, di quell'atmosfera caotica e piacevole nelle famiglie napoletane? Onestamente non saprei rispondere, di sicuro fino a qualche anno fa nulla era cambiato.
Poco più che adolescente, ero in vacanza a Ravello e con me, una ragazza di Bologna che mi aveva accompagnato, per visitare la Costiera Amalfitana.
Ci tenevo a farle vedere come il napoletano è allegro, socievole e di cuore, in ogni caso volevo fare bella figura.
Eravamo a pranzo dai miei nonni e la famiglia riunita contava 24 persone tra adulti e bambini.
(Piccola premessa, il dialetto sarà maccheronico, inoltre mi dispiace di non saper scrivere sufficientemente bene per riportare fatti e sensazioni come li ho vissuti)
Tutti chiacchieravano, ridevano e l'allegria era alta; le finestre che davano sulla stradina sottostante, erano spalancate per raccogliere quel po' di aria fresca, sufficiente a rendere gradevole il permanere nella sala.
Dal vicolo una voce: "OEE OEEE state mangiando? o' fate ammoine?" era mastu penniello "Salite, salite venite ad onorarci" ed apparve un ragazzo sui 30 anni. un bel ragazzo, purtroppo una cicatrice gli sfigurava la fronte. Si sedette a tavola con noi. Dopo poco a turno salirono altri passanti. 'On Peppe o' giardiniere, 'On Mario o' professore, non ricordo quanti, so solamente che vennero aggiunte al desco, altre due tavole.
I bambini (7 in tutto) se ne approfittavano della situazione e la confusione era pazzesca. Stavamo mangiando pollo, quando Mastu Penniello, spiegò cosa fosse la cicatrice in fronte: "A' vedete? m'hanno scassato a fronte co' nu' scalpiello... sinusite... nu' male da muri' e tutto o' puss che usciva a' fora, annaze all'uocchie, nu' male... La ragazza al mio fianco ripose la coscia di pollo nel piatto adducendo la mancanza di appetito alla calura estiva.
"Che dite?" interruppe On Peppe " Ve pareva e' murì? Io l'atraieri, so' andato a nu' funerale, anzi a na' veglia. O' muorto era cadaverico, tanto bianco, ca' faceva schifo" La ragazza allontanò anche il piatto dell'insalata, I miei cuginetti iniziarono a litigare, La madre urlando che erano maleducati ne prese uno, lo portò in uno stanzino per dargliele di santa ragione, intanto l'altra mia zia diceva a suo figlio "e dopo tocca a te, accusi' t'impari" urla da parte dei bimbi, urla da parte delle madri e in tavola il coro generale "so' creature che' vulite fa'"
La settimana scorsa dopo tanto tempo, sono andato a trovare mia cugina, stavamo prendendo il caffè quando dal vicolo si è sentito "Oee Oeee ce sta' nisciuno?" "On' Anto' salite, pigliatave na' tazzulella e' cafe' poi rivolta a me aggiunse: "Gabrie', chist'e' Antonio o' scarparo, t'o' ricuordi?"
Una curiosità, la ragazza di Bologna, sposo' un mio amico di Bologna.
I
Avevamo lasciato la neve alle nostre spalle Tiziana ed io, per andare due giorni a Ravello. Partenza non certo delle più felici, l'Appennino totalmente innevato, strade sdrucilevoli fino a Pistoia, poi il sole, un viaggio di andata stupendo, una permanenza al "paesello" gioiosa ed infine il ritorno.
Nei viaggi lunghetti è nostra abitudine, essere sintonizzati su ISORADIO la stazione delle autostrade, quindi, radio accesa, musica di sottofondo ed il nostro chiacchiericcio, il sole ci accompagnava anche al ritorno, Il vesuvio con un piccolo cappuccio di neve, Caianello con il solito vento, Roma.
ULTIME NOTIZIE, tra FI SUD e FI NORD 4 km di coda causa controllo delle catene, per il medesimo motivo 3 km di coda tra FI NORD e Pistoia
Io e Tiziana ci siamo guardati. Avremmo dovuto uscire a PT, procediamo poi vedremo, questo il primo pensiero.
ORVIETO... CHE BELLOOO! dobbiamo andarci prima o poi. ULTIME NOTIZIE la fila è ora di 9 km...
NOVEE KM???? la cosa si fa preoccupante ULTIME NOTIZIE la fila è di 12 km spalaneve in movimento e spandisale sull'appennino
LA FILA è DI 15 KM. ecco il nostro inviato speciale:
Voce concitata: la situazione è pesante, carabinieri e vigili del fuoco fanno i controlli per le catene a bordo, velocità nulla, inferiore alle 800 macchine ora.
Urge un caffè caldo, becco il primo autogrill e chiedo informazioni, risposte evasive, ma ... non so... non ho ascoltato
Ripartiamo, ULTIME NOTIZIE. LA FILA CONTINUA AD ESSERE INVARIATA DI 15 KM
Che facciamo? usciamo dall'autostrada? Siii ... i soliti furbi, così troviamo altri 5000 autisti che hanno avuto la medesima idea..
Chiamiamo il numero verde autostrade, dopo aver litigato con una segreteria telefonica finalmente un operatore.
Espongo il problema e mi risponde che a loro non risulta. Ecco! i soliti statali o simili! Mai che sappiano qualche cosa, mai che facciano qualche cosa! Procediamo confidando nell'aiuto delle stelle.
VALDARNO, FILA! ecco, ci siamo, ci fermiamo, ripartiamo facciamo qualche km a velocità ridotta causa incidente, NON CAUSA NEVE!
ULTIME NOTIZIE Tra FI SUD E NORD si è deciso di non fare il controllo catene, fila di 14 km a calare.
Intanto abbiamo ripreso velocità, sono al mio massimo: 105 km/h il Land Rover vibra come un catamarrano tra le onde a forza 7, ed ecco FI SUD non un filo di neve, nessuna coda, tutto regolare
FORSE PIU' A NORD?... Niente! Traffico scorrevolissimo, niente neve, niente ghiaccio.
ALLOOORAAA????
Possibile che avessero formato una fila di 15 km per controllo catene? Oppure avevano esagerato un tantino? O forse i vigili, accortisi del disguido che stavano creando, hanno fatto finta di niente e sono andati via? Magari fischiettando e guardando il cielo.
MAH!