Mi dispiace a ver scritto e letto poco in questo periodo, ma gli impegni sono forti.
Non quelli del lavoro ma quelli familiari.
Da 3 settimane mio suocero è ricoverato in ospedale e mia suocera, sentendosi un po' trascurata, continua a dare il meglio o il peggio di sè
Credo che quando viene superata una determinata soglia d' età, la parola "IO" diventi predominante.
I miei suoceri hanno 86 anni e i loro battibecchi, la loro ricerca di essere aiutati, commiserati a volte rasenta il comico e il grottesco.
Ciò nonostante, si corre come in tante famiglie italiane dove la vecchiaia è presente
Uno all'ospedale, l'altra a casa, i figli (nel nostro caso unici) si dividono un po' quà e un po' là cambiandosi i ruoli di tanto in tanto e alternando le visite al lavoro
Mercoledì è stato incredibile, ormai sull'orlo della pazzia (la mia), avevo deciso di armarmi di piccone per zittire mia suocera; mia moglie invece, in ospedale ad accudire il padre che aveva deciso di tornare a casa, per mangiare crescente e cinghiale.
Tiziana ed ion non avevamo avuto l'opportunità di incrociarci per tutta la giornata, tra l'altro sapevo che lei, non aveva nemmeno cenato, quindi verso le 22 guando tutti dormivano, ho acquistao due pizze, sono andato in ospedale e nel corridoio abbiamo fatto il nostro pic nic.
Siamo stati benissimo, a volte basta proprio poco per sentirsi in vacanza.
Il tempo uggioso? La neve che sta fioccando? Non saprei in ogni caso oggi mia suocera stava dando il meglio di sè. Un attore comico disse: In quelle famose giornate non c'è che un rimedio: SDANGHETE! Fare calare un ipotetico muro di perspex trasparente e scuotere la testa di quando in quando, un po' per dire sì, un po' per dire no.
Io oltre al muro di perspex ho anche acceso la radio.
Signori che meraviglia! un concerto di blues, con un sax e un'armonica a bocca, straordinari, l'armonica in particolare come un gatto strozzato era incontenibile.
Mi è proprio piaciuto,:
Salutato la suocera, sono rientrato in ufficio, ho ripristinato i miei vecchi LP e attualmente sto ascoltando Sonny Boy
Martedì alle 14.30 si sono aperti gli sportelli degli uffici postali italiani per la regolarizzazione degli immigrati extracomunitari
Migliaia di persone hanno fatto la fila fuori dagli uffici, per giorni e notti. senza sosta. dandosi il cambio tra di loro, bevendo o mangiando qualche cosa fornito dall'assistenza durante il feddo notturno, in piedi o su di una sedia di fortuna.
Quale e quanta miseria nei loro paesi per avere la speranza di rimanere in Italia!
Sperano in quel timbro che permetterà a pochi di rimanere, di poter lavorare con una paga generalmente minima, di pagare più tasse, di alimentarsi con cibo che costa troppo in rapporto agli stipendi, di avere... di non avere...
Fortunati loro che sperano, noi italiani non abbiamo più nemmeno la speranza.
E intanto i politici continuano il loro spettacolo
I Cinquantenni hanno un vantaggio, quello di trovarsi a metà tra i 25 e i 75
Riescono a comprendere le due generazioni, conosciamo (anche io faccio parte della categoria) le paure, le incertezze le speranze dei giovani e intuiamo i drammi ma anche le gioie degli anziani
Un'età la mia, che sto imparando ad apprezzare, perchè riesco a vedere da sopra le parti.
Ieri è stato ricoverato in ospedale mio suocero.
Sofferenze e speranze, si potevano vedere sui volti dei presenti, ma osservandoli meglio, si notava anche, quanto la vecchiaia possa essere bella. Persone che sorridevano stringendosi le mani, altre che si sistemavano il colletto del pigiama o qualche capello superstite.
Dignità e decoro fino in fondo. Mi è parso ammirevole o forse solo naturale.
Ho aiutato mio suocero a cibarsi poi sono andato in bagno per lavare le posate.
All'interno del bagno degli "uomini", un settantenne si stava radendo, assiem a lui cinque "vecchiette" facevano capannelle.
Per un attimo ho avuto il dubbio di essermi sbagliato, di essere intrato nel servizio delle donne, invece le cariatidi sorridenti, mi hanno invitato ad entrare e di stare tranquillo, tanto loro non si scandalizzavano anzi....
Anzi? Cosa intendevano con quell'anzi?
Giurerei che una del gruppetto si sia messa a posto una ciocca di capelli
Mah!
INCONTRI IMPOSSIBILI è un blog, che qualche tempo fa, aveva attirato la mia attenzione
Debbo dire che anni addietro, per radio c'era una rubrica simile: "LE INTERVISTE IMPOSSIBILI", mi piaceva molto, quindi, vista l'occasione, mi sono subito cimentato in alcuni scritti.
Scelti i personaggi (Steimbek, Leonardo, Shakespeare) feci i miei incontri.
Scrivendo, mi accorsi che nei racconti, ricercavo l'umorismo, la sorpresa e se il pezzo era triste oppure impegnato, conteneva sempre una nota leggera, per sdrammatizzare o per esorcizzare.
Diciamolo, ero abbastanza soddisfatto, non della forma ma del soggetto trattato.
Poi, la doccia fredda di una critica, dolorosa quanto uno schiaffo ben assestato su ciò che sapevo essere vero: "A SCRIVERE SEI UNA FRANA".
Non che io mi sentissi diverso da una frana, generalmente scrivo di getto senza tenere conto della punteggiatura ad esempio, il salto nei tempi dei verbi è per me un'arte, però ho il pregio (almeno credevo tale) di essere nei mei scritti, un istintivo, a causa di questa convinzione, tutto mi pareva superfluo, lasciando agli altri il compito di interpretare e scoprire il reale significato delle mie parole.
Dopo la critica,. mi sono fatto più attento (con molta umiltà) agli scritti altrui, prendendo in esame non solo la sostanza, ma anche la forma.
Non solo cultura, fantasia, arguzia, ma anche tecnica.
Il risultato? Mi sono accorto di quanta gente, scriva "veramente bene".
La melodia scivola leggera con le spazzole che l'accompagnano in uno swing coinvolgente, sempre più ritmata fino a diventare piena.
Chino sulla tastiera giungo all'alternarsi continuo di tre note, poi un tasto solo, sempre quello, sempre più veloce, il braccio mi fa male, ma l'eccitazione è forte, gli accordi che sostengono la nota, si alternano fino a scemare, fino a lasciare la nota a ripetersi da sola nell'aria, non esiste il mondo, non esiste nulla ma solo una nota ripetuta, quella nota ripetuta e, nella mia testa, mentre la sto suonando con gli occhi stretti, la bocca contorta in una smorfia sento ritmo, musica, vita.
Pausa! Un silenzio che dura un respiro, dove di colpo mi abbandono e mi rilasso: riapro gli occhi, ritorno al presente e sento la batteria che sta cercando la sua improvvisazione.
Oggi ho ascoltato buona musica ed ho ricordato o forse ho solo fantasticato?