Martedì sera su LA 7 ho visto lo spettacolo di CROZZA; mi piace sia per la simpatia che per la bravura (non tutto è azzeccatissimo ma l'ago della bilancia pende verso il positivo)
Il momento più visto è stato quello sulla lezione di sesso
La dottoressa Spagnola, espone i concetti con spontaneità semplicità e chiarezza, Crozza fa da spalla rendendo il tutto piacevole e simpatico.-
Io ho visto nascere la televisione italiana, ricordo che non si poteva pronunciare la parola gambe, figuriamoci il resto. Il concetto di allora era che l'Italiano doveva essere educato e la Tv aveva anche questo compito (nonostante l'ipocrisia e le pecche dell'Italia passata)
Oggi è molto diverso, tutti voi sapete come può essere diseducativa la TV, spesso a prevalere è il cattivo gusto, non si escludono programmi interessanti, rimane a noi il saper scegliere, anche se a volte ho il dubbio che questa possibilità ci sia stata psicologicamente offuscata.
Ritornando alle lezioni di sesso, è stato statisticamente provato che gli italiani non sanno fare bene sesso, quel che è peggio è che noi non lo sappiamo, crediamo di essere degli ottimi portabandiera di questo argomento.
Forse, qualche lezione seguita con umiltà, potrebbe fare bene?
A fatica raggiungo a nuoto la spiaggia. Il mare ha il potere di sfinirmi.
L'onda trascina verso il largo e lo sforzo fisico diventa consistente.
Finalmente la riva, prima in ginocchio poi in piedi, cerco di arrivare al mio telo di spugna, i sassi "dolorosi e roventi" della spiaggia fanno camminare con ponderazione, un balzo ed eccomi in salvo
Mi accuccio sul tessuto, appoggio la mia schiena di bimbo ad una roccia, cercando uno straccio di ombra in quella giornata torrida di agosto.
Mia madre mi porge uno sfilatino di pane, pane di una volta, farcito con pomodoro fresco basilico e origano,
Mi rilasso, mastico lentamente, assaporando quei sapori forti, con gli occhi socchiusi osservo il movimento del mare, ascolto la monotonia della risacca.
Ho la bocca piena, smetto di masticare, appoggio la testa alla roccia e penso a quanto i sensi siano eccezionali, al sapore di quel pane un po' legnoso ma fragrante, al pomodoro dal gusto del sole.
Storia di 50 anni fa. L'anno passato ho ricomperato quel pane. non è cambiato è sempre legnoso, però lo adoro,
Ho voluto cimentarmi in quest' arte, il mio pane, onestamente non è legnoso... è cemento armato.
Questa notte, prima di andare a letto, ho sostato un po' sul terrazzo che circondal'edificio, la notte è piacevole. Stando appoggiati al parapetto, guardando la linea scura dei monti o il profilo dei pini che si stagliano sul crinale, si può percepire una infinita pace.
Era così che mi sentivo, pieno di pace e di serenità
Nella notte gli animali escono dai loro rifugi girando ovunque, ed io, mentre ascoltavo silenzioso i loro versi, pensavo a quanto fossero belli e a quanto fossi fortunato a vivere con loro.
E' così che, prestando attenzione alla loro presenza, mi sono accorto dei cinghiali.
Il grugnito era parecchio vicino. Non sapevo se fosse uno solo oppure un branco, ma era insistente. Lo sentivo rufolare, grugnire, ansimare ed intuivo che fosse a circa 10 metri da me.
Il buio non mi permetteva di vedere, ma immaginavo che stesse venendo nella mia direzione. Mi sono accorto che una specie di brivido iniziava a scendere lungo la colonna vertebrale, non era paura, ma sicuramente timore, dovevo avvicinarmi al cancelletto che avevo lasciato aperto, e il pensiero di trovarmi faccia a faccia con un cinghiale, non mi facea gioire.
Al buio, silenziosamente e guardingo ho raggiunto il cancelletto, la bestia era rimasta a rufolare vicino al green in costruzione (per fortuna) ed io sono riuscito a compiere con successo l'operazione.
Ho riflettuto molto su come ci sentiamo tranquilli tra le nostra mura, tra i nostri recinti più o meno immaginari.
Un attimo prima, avrei giurato che se avessi incontrato un cinghiale sarebbe stato del tutto naturale ed innocuo, ma di fronte alla realtà ho sentito tutte le paure che l'ignoto e il buio possono portare.
Ho compreso, seppure in maniera marginale, lo stato d'animo dei nostri antenati, quando in una caverna buia, spalancavano gli occhi ad ogni rumore.
Leggendo il Post di Placida Signora, ho fatto un salto nel passato a quando liceali si trascorrevano i pomeriggi in casa di BOB
Spesso ci trovavamo da lui, eravamo un gruppetto piuttosto affiatato, 6 o 7, tra ragazzi e ragazze.
Dopo gli studi pomeridiani, casa di BOB era il nostro rifugio, la nostra evasione.
Si giocava a poker di 5 lire alla volta, massima perdita 800 lire, una somma irrisoria, ma sufficiente per rendere piccante il gioco, avevamo un atteggiamento da supervissuti, una muratti o una cammel tra le labbra, e un bicchiere di Coca Cola sul tavolo.
Le ragazze si accovacciavano sul divano, generalmente facevano girare i dischi nel primordiale stereo, rivestito in plastica grigia simil-serpente. Scoprimmo oltre a Sedaka, Pitny, Petula klark anche Rossini, Wagner e Neruda.
Arnoldo Foà, Nando Gazzolo, Enrico Maria Salerno, Alberto Lupo, erano voci incredibili
Ricordo che abbassavamo le luci, (solo una fioca sul tavolo verde) e in silenzio ascoltavamo Neruda, Prévert, Garcia Lorca.
Adoravo e adoro il famosissimo "Lamento per la morte di Ignazio" ho ancora quel 33 giri (ultimo superstite dei tanti di allora).
"NO! NON VOGLIO VEDERLO!" esclamava deciso Arnoldo Foà mentre una chitarra forniva un sottofondo. soft e intrigante
Fu in questo passaggio che Bob disse. "INVECE IO VOGLIO VEDERE" e persi le mie 800 lire.
Per musica intendo veramente musica.
Sappiamo benissimo che l'arte culinaria è un arte ed ogni bravo cuoco è un artista.
Nella cucina del mio centro turistico, i miei cuochi sono veramente artisti.
Ne ho avuti 2, entrambi trentenni, il primo, dal carattere impossibile, taciturno e introverso era un chitarrista Punk, amava il rock duro e Mozart.
In cucina lo stero a volume assordante, con pezzi dalla batteria indiavolata e dalle chitarre miagolanti come gatti spellati Lui, ne seguiva il ritmo battendo (anzi sbattendo) ovunque coltelli, pentole coperchi e sportelli degli armadietti metallici
Per parlarci, dovevamo urlare. La lavapiatti era rassegnata.
Nato come cuoco nella mia struttura, è rimasto per sette anni, ora ha un locale suo
Il nuovo cuoco, romano, con un sorriso sempre pronto ed una filosofia di vita del tipo "'un ce' stemo a preoccupa'" come il primo è un musicista. Diplomato in conservatorio ha preso il ramo della composizione, ama tutta la musica, in particolare quella classica.
In cucina lo stereo a tutto volume, un violoncello riempie con la sua armonia l'ambiente, lui, vestito con magliette bucate e bandana rossa, mescola nei tegami, cantando con disinvoltura le note del pezzo.
La settimana scorsa, un cliente entrando nel locale ha fatto questa osservazione:
"E' inusuale musica classica in ristorante, sembra rinascimentale, che cosa è?"
"Onestamente non saprei, lo chiedo al cuoco"
Apro la porta della cucina, vengo travolto dalla musica a volume piuttosto sostenuto quindi urlando chiedo:
"ANDREEE, CHE MUSICA E'?
"CHE TE PIACE?... E' ER GRANDE BACCCHE"
ODDIO! Ci risiamo penso e guardo la lavapiatti che mi sorride rassegnata.
"B" era indubbiamente la più bella ragazza del paese, alta, capelli neri corvini e denti bianchissimi, sempre pronti per un sorriso che, unito ad un naturale luccichio degli enormi occhi a mandorla, trasmettevano una forte sensazione di ottimismo e di gioia.
Quel giorno era impegnata negli studi, l'esame di maturità alle porte e l'impressione di non ricordare nulla o peggio ancora, di non sapere nulla.
Il suono del campanello di casa l'irritò un po' più del dovuto, era concentrata sui libri e l'interruzione le pesava.
Aprì comunque la porta; si trovò di fronte un ragazzo di circa 23 anni. Fisico atletico, capelli nerissimi occhi scuri che mettevano ancor più in risalto 400 denti perfetti
SII? chiese lei esponendo un altrettanto numero di denti.
Guardando quel ragazzo le venne in mente il George di una famosa pubblicità "forse vorra vendermi un Martini" pensò.
Lui: Come? Non ti ricordi di me? - Sono "P" - Prima che partissi per Milano giocavamo sempre assieme
LEI aprendo gli occhi a dismisura esclamò: EEHHLAMADONA "P" - MA COSA SEI DIVENTATO?
Questo scena mi è sempre piaciuta
Mi è toranta alla mente perchè "B" (sempre più bella) è venuta nel mio locale la settimana scorsa.
Lei ora è architetto - Lui è tornato al nord dove ha un rinnomato studio fotografico.
Oggi ho voluto cercare sul giornale, una notizia positiva (almeno una) per metterla in rete.
Non esiste!
Ho girato alcuni blog e anche loro parlano della Bambina, di omicidi, della finanziaria (a proposito ALBA non ho avuto il coraggio di scrivere nel tuo post che ho la piscina, il fuoristrata, la casa sulla Costiera Amalfitana, la casa in Toscana, un paio di edifici in Emilia più alcuni ettari di terreno.
Potrei essere preso per un ricco, hehehehe!!!! - Speriamo nella benevolenza delle banche?)
Tornando a noi, non ho trovato nulla che mi potesse indurre all'ottimismo.
Domani ritento, forse non ho letto con attenzione.