mercoledì, 29 novembre 2006

L'Autostazione e.. Bernardo (rimembranze)

Dopo una settimana di assenza, rieccomi con un post soft, per togliermi di dosso un po' di ruggine.
A Bologna, l'autostazione delle corriere, è un punto di riferimento, oggi come ieri. Un luogo ideale per darsi un appuntamento ben definito e non astratto come "..ci vediamo in piazza, là per di là"
Negli anni 70, essendo da poco stata inaugurata, l'autostazione era diventato un luogo alla moda.
La dolce vita "Bolognese" si incontrava all'autostazione.
Al sabato sera, anche noi ci davamo appuntamento  all'autostazione, arrivavamo alla spicciolata,  mettevamo le auto sul marciapiede d'entrata del fabbricato, con i fari rivolti alla piazza e,. ad ogni nuovo amico che giungeva, suonerie di clacson urla e schiamazzi, poi sempre con lo stesso frastuono,  si andava  a ballare a "Le Fenil"   un casolare agricolo della bassa ferrarese, dove gli odori del vermut del vino e della stalla, si mescolavano tra loro, creando quall'atmosfera pittoresca che faceva tanto "IN"
E' all'autostazione che ho chiesto a TI di diventare mia mogle, ed è sempre all'autostazione che ho assistito ad una delle più strane scene di villania mai viste.
Io e TI, stavamo pranzando nel ristotante, quel giorno era veramente affollato, al nostro fianco un tavolo occupato da un signore cicciottello, con occhiali e tovagliolo  al collo.
Un altro signore distinto, gli si è avvicinato e gli ha chiesto: "Lei ha finito?" alla risposta affermativa del cicciottello Il signore ha chiamato: "BERNARDO" e come se fosse la cosa più naturale del mondo, hanno portato via il tavolo, lasciando il ciccciotello seduto in mezzo alla sala con in mano coltello e forchetta e un tovagliolo bianco a penzolare dal colletto della camicia.
La maleducazione non ha tempo.

postato da: LAPROSSIMA alle ore 09:13 | link | commenti (5)
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giovedì, 23 novembre 2006

UN ATTIMO DI PAZIENZA

Sono in corsa sfrenata per cercare di terminare ciò che debbo fare.
Sicuramente è un assurdo pensare "adesso faccio una corsa,  porto a termine i miei impegni impellenti,  poi finalmente il riposo"
La corsa non termina mai! Il riposo non arriva mai!
Ciò nonstante ci proverò, quindi abbiate pazienza se sarò poco presente per qualche giorno, ma debbo correre, debbo correre, debbo correre....
E' lecito domandare: "Ma 'ndo' vai?"
Non lo so, intanto vado.
Un bacio a tutti se potrò riscriverò questa notte, vi leggerò comunque
Gabriele

 


postato da: LAPROSSIMA alle ore 08:37 | link | commenti (11)
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domenica, 19 novembre 2006

SPECCHIO: UN'OCCASIONE PER VEDERSI

NEL POST CON PROTAGONISTA LO SPECCHIO, UN MIO CARO AMICO, HA SCRITTO UN COMMENTO CHE APPREZZO MOLTO E CHE RIPORTO INTEGRALMENTE. - GRAZIE MERLINO, SALUTAMI LE 2 PRINCIPESSINE.
"Anche io ogni tanto litigo con lo specchio... non gli perdono la rughetta nuova, la barba che imbianca, un lieve diradarsi dei capelli... e non gli perdono di avermi imposto gli occhiali per gurdarmi in faccia! Soprattutto, non gli perdono, dopo anni passati rabbiosamente a rimproverare mio padre per quei troppi anni di differenza, che ci hanno tolto il piacere di fare cose insieme, dopo avercelo appena fatto assaggiare, di farmi scoprire come lui, un padre troppo grande per figlie troppo piccole, a pregare disperatamente che il fisico regga, che i malanni non mi inchiodino, per potere sciare insieme una stagione di più, salire sulle montagne qualche anno di più, seguirle nelle loro scoperte fino a quando sarà loro necessario. Ma poi si fa la pace, davanti a quello stesso specchio, quando a sera ti lavi i denti insieme a loro, gli arruffi i capelli, e ti accorgi che è di quello che hanno bisogno, e di una mano da stringere addormentandosi nel lettone vicino a te... e che l'immagine di Superman puoi lasciarla cercare in altri specchi, perché a te in fondo non serve... 
Merlino"
postato da: LAPROSSIMA alle ore 23:22 | link | commenti (7)
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martedì, 14 novembre 2006

OGNI TANTO MI CAPITA...

Di passare davanti allo specchio e di vedere la mia immagine riflessa.
Lo specchio non mente, mostra esattamente come siamo.
Oggi ho guardato meglio ed ho scoperto mio padre, gli stessi occhiali, le stesse rughe, lo stesso naso gonfio con sotto due baffi bianchi.
Che strano! Eppure io non sono mio padre, dentro sento anni che non ho più, che non sono quelli di mio padre, che non sono quelli dello specchio.
Ora so che anche mio padre non aveva gli anni che aveva.
Il suo come il mio involucro sono cosa di secondaria importanza, quello che conta è la luce dentro ed è lei, la luce dentro,  che ci sussurra quanti anni abbiamo realmente.
postato da: LAPROSSIMA alle ore 23:12 | link | commenti (13)
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sabato, 11 novembre 2006

MONACI?

Apro il quoditiano svogliatamente, ascolto superfialmente le notizie catastrofiche dei telegiornali, non ho voglia di credere a quello che dicono a quello che promettono. PIU' TASSE? non importava che ci avvisassero, lo sapevamo comunque. MENO TASSE? qualcuno crede a babbo Natale?
Non ho voglia di polemizzare, ho voglia di vivere.
Da una settimana, ogni mattina,  rivolto verso i monti,  faccio una mezz'ora di relax. Io la chiamo meditazione, in realtà è uno stare in posizione di loto (per quello che il mio fisico quasi sessantenne mi consente)  ad occhi chiusi, cercando di non lasciarmi  coinvolgere, perlomeno in quella manciata di minuti,  dai  problemi della quotidianità.
E' un modo per riacquistare la necessaria energia ad andare a vanti.
Rifiutare di lottare contro la barbarie che ci circonda, è ipocrisia? E' rinuncia? E' rassegnazione? E' egoismo?
A volte penso ai monaci delle varie religioni, in particolare a quelli tibetatni, zen agli yogi.  e mi domando quale sia il loro ruolo nella società Portare una voce?  Estraniarsi  da ogni cosa per vivere un proprio mondo interiore? E' forse una personale arma per combattere le ingiustizie?
Nella mia  gioventù ho pianto  per i conflitti mondiali, la criminalità dilagante, la corruzione , la legge della furbizia ad ogni livello,  Ho partecipato a scioperi della fame per il Biafra, a cortei femministi per i diritti di uguaglianza, oggi nella mia terza giovinezza ho il desiderio di ascoltare me stesso e di ascoltare la gente.
Ho la fortuna di avere un centro tutistico che mi permette di dialogare (o come dice mia moglie "di attaccare le pezze"), in realtà la pace che si prova a vivere nella natura è impagabile e non importa essere dei monaci orientali, per  fare nascere  un sorriso sulle labbra del nostro prossimo.



postato da: LAPROSSIMA alle ore 09:04 | link | commenti (13)
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mercoledì, 08 novembre 2006

VIAGGIARE

GEOMANGIO E SENZAPIUTEMPO hanno parlato in "topa- ti amo" di archeologia, di viaggi, di posti stupendi.
Quanto è grande la nostra sete di conoscenza? Il desiderio "di sapere" è chiaramente soggettivo, ma in ognuno di noi, sebbere in forma diversa, esiste.
Geo, racconta di Alba Fucens di quello che è di quello che è stata, Senzapiùtempo del Deserto, leggo i loro scritti e vorrei essere ad Alba Fucens oppure nel deserto, ma anche in ogni altra parte del mondo
Vorremmo vedere altri posti,  conoscere altri idiomi, altri costumi, senza renderci conto di ciò che abbiamo.
E' comunque naturale, ciò che abbiamo lo abbiamo, ciò che non abbiamo ci fa sognare e il sogno è parte integrande del pepe della vita.
Mi domando se vorrei andare in qualche precisa parte del mondo
Non riesco a darmi una risposta, forse in oriente alla ricerca di una spiritualità diversa, oppure in Scozia sui tradizionali campi di golf, in Andalusia? in Grecia? Alba Fucens o nel deserto?
postato da: LAPROSSIMA alle ore 09:04 | link | commenti (12)
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giovedì, 02 novembre 2006

TOPA - TI AMO

Parole scritte con lettere  maiuscole,  per tutta la larghezza della strada.
Si notano da lontano;  il rosa intenso è in  forte contrasto con l'asfalto nero.
Ci sono passato sopra con l'auto.
La frase mi ha colpito e mi ha fatto ricordare  un libro letto tanti anni fa sugli scavi  Pompeiani
Gli abitanti di Pompei, sui muri scrivevano di tutto:  frasi amorose,  richieste di rimborsi economici,  pubblicità,  propaganda elettorale.
Siete mai stati a Pompei nei mesi caldi? Pini pieni di uccelli, cicale che ti accomagnano con il loro cicalio ovunque, sudore, sete.
Ma più di ogni altra cosa Magia. Stupore, Fascino,
Seduto su di una colonna riversa, all'ombra di un enorme oleandro,  fumare una "salutare" sigaretta, abbandonandosi alle fantasticherie su quella che poteva essere Pompei.
Ho assistito,  ad opere greche rappresentate nel teatro piccolo, scoprendo la meravigliosa architettura e l'acustica perfetta di quel luogo
Le ville, il foro, le terme, l'anfiteatro... Pompei è fantastica.
Ho provato una forte  nostalgia.
Forse  una mia  vita precedente, l'ho  trascorsa in epoca romana?
Potremmo anche parlare di vite vissute..... altro interessante argomento.
Accidenti! quanti pensieri solo per aver letto:
TOPA  - TI AMO
postato da: LAPROSSIMA alle ore 23:37 | link | commenti (4)
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