mercoledì, 31 gennaio 2007

PIANOFORTE A CODA

Lucido, nero, bellissimo.
Non osi toccarlo, timore reverenziale? Paura di violare la sua perfezione?
Seduto sullo sgabello nero e lucido,  osservi la tastiera, le mani fredde fino a farti male si appoggiano sull'avorio, un accordo in do maggiore, lungo, prolungato, lo assapori, lo assimili, un secondo accordo, poi una nota e un'altra ancora, una melodia di 30 anni fa, l'unica che ti ricordi, scorre stentata sotto il tuo tocco. Un errore, attimi di sconforto, di vergogna con te stesso e con il piano che sopporta le tue frustrazioni musicali.
Riprovi più deciso, ancora più forte e le note migliorano, scorrono  libere, ti fanno sognare come 30 anni fa,  Ricordi l'allegria, le luci, la gente che si lascia trasportare dal ritmo, poi la decisione di una vita sul palco oppure al fianco di una donna meravigliosa.
Richiudi la tastiera, l'accarezzi, sorridi, gli volgi la schiena come 30 anni fa e ti allontani senza rimpianti, consapevole di aver fatto una scelta perfetta.

postato da: LAPROSSIMA alle ore 20:56 | link | commenti (7)
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lunedì, 29 gennaio 2007

DAGLI ALL'UNTORE

Sulla piazza del paese, si affacciano due pub,  i giovani, si conoscono un po' tutti, sia i frequenatatori di uno che dell'altro locale.
Una chiacchiara, uno stuzzichino e le birre diventano la prima donna della serata. Sembra impossibile, eppure, stando in compagnia, sono come le ciliege, una tira l'altra e purtroppo a volte, l'ultima è di troppo. In una di quelle serate, dove la compagnia era buona come le  risate e la birra, Chicco, un ragazzo ventenne,  ebbe un'avventura particolare.
La bevanda iniziava a far sentire i suoi effetti, e il bisogno fisiologico di espellerla era ormai insostenibile.
Una corsa al bagno...  OCCUPATO! ... Allora dove?   Un vicolo vicino al pub poteva fare al caso suo.
Liberarsi sarebbe stato un vero sollievo, se non fosse stata per la lampadina inaspettatamente accesa e la voce dietro alle spalle.
Ragazzo che fai? -  Veramente io... - Stai ad imbrattare i muri? - Beh! veramente io.... - Si riabbottoni e ci segua in caserma. -
Sei pronto? - Si!  Sono pronto -  Allora andiamo!  -  Si andiamo!
E improvvisamente Chicco è partito di corsa, una corsa forsennata, con i vigili dietro che urlavano FERMA! FERMA!
I ragazzi del Pub usciti dal locale per vedere, iniziarono tra schiamazzi e risate ad incitare: PRENDETELO!.. PRENDETELO! - DAGLI ALL'UNTORE, DAGLI!
I vigili erano trafelati, perdevano terreno, Chicco entrato nel parcheggio, si buttò volando sotto un camioncino in sosta. il cuore che batteva a mille, il fiato affannato e convulso.
Pausa dove tutto era immobile, le orecchie erano attente ad ogni rumore. Nulla! I vigili si erano arresi.
Una telefonata ad un'amico, che pareva un monologo.
Ciao, sono Chicco - Non ti preoccupare perchè parlo piano, vienimi a prendere. - NO! adesso non ti sto a spegare perchè non prendo la mia macchina che ho davanti all'ufficio dei vigili. - Mi trovi al parcheggio, sotto al camioncino bianco. -
Dall'altra parte del telefono, l'amico iniziando a ridere esclamò: "NON CI CREDO! NON DIRMI CHE SE TU L'UNTORE E SE TI VENGO A PRENDERE?.. hehe!... DIVENTO UN COMPLICE?"
Storie di ragazzi, storie di paese.

 


postato da: LAPROSSIMA alle ore 15:27 | link | commenti (4)
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giovedì, 25 gennaio 2007

???

Coincidenze, incertezze, attimi del destino che ti prendono, ti coinvolgono, ti penetrano fino in fondo.
Una girandola di emozioni, pensieri, casualità che ti conducono, tuo malgrado,  nella vita. Ti dirigono dove vogliono, ti guidano attraverso piacevolezze e dolori fino a quando non ne avrai la consapevolezza.
Il risveglio è confuso, nostalgia per la chiarezza, pace ricercata avvolta in una pellicola di felicità

postato da: LAPROSSIMA alle ore 21:40 | link | commenti (11)
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martedì, 23 gennaio 2007

VIVERE SOGNANDO

Alcuni orari del giorno, per il traffico cittadino sono tremendi, l'importante, diceva mia madre, è prenderla con filosofia e, spesso metto in pratica questo consiglio semplice e diretto.
L'auto avanzava lentamente,  al contrario dei miei pensieri vorticosi che per un qualche motivo, inspiegabile, avevano preso in considerazione se e quanto fosse giusto  " Vivere Sognando"
Il diabattito nella sala riunioni del cervello, analizzava i pro e i contro del tema scelto; ne riporto una sintesi
"Poveretto! E' un sognatore!"  questa frase generalmente viene detta con aria compassionevole e di condanna., ma è giusto criticare "Il sognarore" ? Forse è il sognatore nel giusto! Certo che chi troppo sogna esce dalla realtà e diventa un disadattato.  Di contro non credo che si possa vivere con regole unicamente meccanicistiche. L'ideale sarebbe un equilibrio...  diventerebbe comunque noioso? Non uscire da questa realtà sarebbe frenare il mondo.  Tutti i grandi personaggi, avevano anche una in'esauribile scorta di  sogni. E se i sogni rimangono sogni? Cercare di realizzare i sogni è un buon obbiettivo nella vita. E' vero! Spesso se ne rimane delusi, ciò nonostante, non vorrei mai cadere nella trappola di una chiusura del mio animo. Forse i sogni non si realizzeranno o forse si realizzeranno deludendoti, ma provare sempre e comunque ne vale la pena.
Semaforo rosso, mi fermo e lo sguardo vaga oltre il finestrino. Su di un palo un volantino, in formato A4, una incredibile scritta. Io credo nella teoria delle coincidenze ma questa è a dir poco sospetta. Non sapevo (quando ho letto) chi fosse il destinatario dello scritto "tale Enrico" ma la frase era stupefacente.
A VOLTE I SOGNI SI REALIZZANO! ... GRAZIE ENRICO
Perchè quella scritta? Perchè in quel preciso momento? Era un messaggio da prendere in considerazione? 
Forse sono proprio un sognatore.

postato da: LAPROSSIMA alle ore 09:21 | link | commenti (8)
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venerdì, 19 gennaio 2007

VECCHIAIA... dove?

Nella torta del turismo, una fetta piuttosto considerevole è destinata agli anziani.
Ho letto un articolo tempo addietro, intitolato "Papà in jeans e il nonno al concerto rock"
L'età, oggi come non mai, è personalizzata. Ognuno ha la propria,  indipendentemente dal contenitore.
UMARELL in dialetto bolognese vuol dire omarello, ometto di una certa età.
Se volete potete leggere questo stupendo articolo del Resto del Carlino
http://www.umarellsblog.it/
Oppure vedere alcune simpaticissime foto,  nel sito a loro dedicato.
http://umarells.splinder.com/
Ciao Buonagiornata
Gabriele

postato da: LAPROSSIMA alle ore 08:45 | link | commenti (3)
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mercoledì, 17 gennaio 2007

PICCOLE DIMENTICANZE SGRADEVOLI

Il cassonetto della raccolta dei rifiuti, dista circa 200 metri dall'abitazione. a volte è occasione per  una passeggiata produttiva, altre una fastidiosa incombenza.
Ieri rientrava in quest'ultima categoria, dovevo uscire velocemente per non arrivare in ritardo all'appuntamento con il commercialista.
E' stata una piccola cortesia verso la famiglia, quella di prendere il sacchetto del pattume di casa da gettare nel cassonetto.
Uscire di corsa, appoggiare dietro al sedile di guida i rifiuti e partire è stato un attimo.
Poi i pensieri al lavoro della giornata, il traffico mattutino, l'introvabile parcheggio,  le verità del commercialista, sono state la causa di una imperdonabile dimenticanza.
Risalito in macchina mi sono  ricordato del pattume, il fetore iniziava a farsi sentire, "debbo assolutamente fermarmi" era il mio pensiero ossessivo.
Incontro un amico, scendo dall'auto quattro chiacchiere un caffè
Ripartito sono immediatamente rientrato nella triste realtà delle scorie, le avevo ancora con me.
Il primo cassonetto, incontrato lungo il  tragitto verso casa strabordava, come pure il secondo e il terzo, però come sappiamo l'uomo si adatta,  intento alla guida ed ai miei pensieri, l'odorato si è abituato all'olezzo e non ho più pensato all'incombenza.
Questa mattina aprendo l'auto, sono stato investito da gas letali, ho raccolto il fagotto radioattivo e di corsa sono andato al famigerato cassonetto.
Il mezzo lasciato un'ora con le portiere aperte ha fatto del suo meglio per risanarsi, ma non a sufficienza.
Mi è parso naturale irrorare l'interno ed i sedili con un deodorante al muschio; mai provato la miscela pattume-muschio? Io si!

postato da: LAPROSSIMA alle ore 08:13 | link | commenti (8)
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lunedì, 15 gennaio 2007

CONERO E ALTRO

Una parola che racchiude fascino.
Una baia vista dall'alto, acqua verde smeraldo e tramonti in tecnicolor.
Ecco! questo è tutto quello che conosco del Conero.
Non ci sono mai stato, ma rientra nel taccuino dei miei viaggi futuri
Racconti di conoscenti, gli inviti di Albamarina che in estate ci si trapianta con la famiglia, hanno un denominatore comune, la parola: "stupendo"
Ma in Italia, se vogliamo parlare di bellezza, cosa non è stupendo?
Anche la pianura padana (il chè è tutto dire) ha un suo fascino.
Una piattezza continua, con qualche casa buttata là seguendo un ordine preciso, prati verdi incisi da lingue di mare,  intrise del rosa del tramonto, passoni conficcati nella batigia e un fenicottero anchesso rosa, su di un palo,  osserva l'orizzonte con aria filosofica.

postato da: LAPROSSIMA alle ore 11:40 | link | commenti (6)
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giovedì, 11 gennaio 2007

VIVERE senza orologio

Retorica? luoghi comuni? Eppure la voce comune è BASTA! voglio VIVERE senza orologio,
Un mio conoscento lo ha fatto
In prossimità della pensione, ha definito la sua scelta. CAPO VERDE.
Pensione a 57 anni,  con parecchia energia ancora da spendere. Ora è là, la sua compagna è di colore, dilce lui: "E' talmente scura che se tiene gli occhi chiusi di notte al buio, rischio di inciamparmi" Le sue attività sono la pittura e la pesca, beve bloodi Mary e tequila, il chè diciamolo, fa tanto Hemingway.
Dopo l'ultimo giorno di lavoro, un giorno prima della partenza,  si è gettato nella acque del fiumiciattolo che attraversa la cittadina, decisamente ubriaco non sentiva il gelo della temperatura e cantando a squarciagola invitava passanti e curiosi ad unirsi a lui. 
Immediato l'intervento dei vigili urbani, che pensavano ad un suicidio e quello dei pompieri, i quali tra un bacio alcolico ed un accenno di danza, sono riusciti a trascinarlo a riva.
Il paese riunito sul ponte ad osservare la scena, ha tifato per lui i BRAVO! - VAI COSI' - si sono sprecati.
Sicuramente  più di una persona  lo ha invidiato svisceratamente.

postato da: LAPROSSIMA alle ore 10:40 | link | commenti (7)
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mercoledì, 10 gennaio 2007

IL TEE DELLA DUE

La piazzola di partenza (in gergo golfistico Tee) della buca 2, è in una posizione stupenda, un cucuzzolo su di un prato circondato dal bosco. Se dovessi costruirmi una casa del tè questo sarebbe il luogo adatto.
Esistono posti, che hanno la forza di infondere o di togliere energia, il tee della 2 ha una terza proprietà, amplia la fantasia.
Quando si è su quel terrazzo naturale,  i pensieri iniziano ad assumere vita propria, non si ha la possibilità di fermarli, saltano da un argomento all'altro trasportandoti in una dimensione fatta di immagini e suoni.
Appoggiato con una spalla ad una quercia,  poco fà, guardavo il prato, Il primo pensiero è stato per una mia cara amica,  a seguire le montagne, il silenzio, gli amici del blog, come costruire un lago, giocare a golf,  contabilità....  Risveglio!                 
Sono tornato in ufficio, ed eccomi quasi pronto per la contabilità.
Il dovere? E' tanto necessario?
Vorrei andare a Parigi, non ci sono mai stato, non saprei da che parte iniziare, sicuramente il Louvre e il lungo Senna, il resto è buio.
Riprenderò il testo di francese.

postato da: LAPROSSIMA alle ore 09:09 | link | commenti (6)
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domenica, 07 gennaio 2007

L'ILLUMINAZIONE

La retina del nostro occhio è uno schermo cinematografico, Su questa enorme tela, vengono proiettate le immagini  esterne, quelle che comunemente  "guardiamo",  e le immagini interne:  i pensieri, i ricordi, le fantasie.
E' in auto, quando siamo al volante, soli,  che le immagini fantasiose si snocciolano sulla retina e le visioni diventano reali, tanto che non ci fanno "guardare", ma siamo silenziosi osservatori del grande film immaginario.
Ero esattamente in questo stato oggi, l'auto percorreva una strada di montagna fiancheggiata da alberi spogli, quando mi sono sentito improvvisamente inserito perfettamente nel presente, sono scomperasi gli spettacoli dallo schermo,  ho guardato il profilo dei monti, l'asfalto,  le piante ed ho percepito in una frazione di secondo, la ragione dell'esistenza. Ho creduto di aver raggiunto "l'illuminazione" che tanto predicano i monaci zen. E' durato un attimo, un attimo di felicità, di gioia intensa di pace, è durato un attimo, solo un attimo, poi è fuggito via.
La ragione dell'esistenza?
Vigliacco se mi ricordo qual'è

 

 

postato da: LAPROSSIMA alle ore 23:44 | link | commenti (6)
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