Alzarsi con il sole che entra dalle finestre. Tutto è più roseo.
Andare sul terrazzo, stirarsi lentamente con mosse da Tay-Chi, un respiro profondo e l'insinuante voglia di non fare nulla.
Sedersi di fronte al sole tiepido.
Sorseggare il primo tè della giornata seguito da un buon caffè
Osserare il bosco dorato, stare bene dentro, con quella leggera apatia gioiosa che ti avvolge fino al più profondo del tuo animo e concedersi per qualche attimo di sognare un po' di belle cose
Il giornale lo aprirò più tardi... forse.
Oggi non ho voglia di cattive notizie.
Amici che vanno, amici che vengono, un'alternarsi di persone e di sentimenti che comunque segnano una parte della nostra vita.
Domenica, un mio carissimo amico del passato, è venuto a trovarmi, abbiamo rivissuto 30 anni di lontananza, ho saputo di fatti e accadimenti degli amici comuni, abbiamo riso di avventure e disavventure del nostro vecchio gruppo, e mi sono accorto che eravamo persone particolari, nessuno di noi ha dimostrato banalità nel vivere.
Ognuno di noi ha costruito qualche cosa, sia di materiale che di immateriale, con la soddisfazione di sentirsi "pieni" dentro.
Mi sembra molto bello questo. Vivere gustando il quotidiano, arricchendo la propria esistenza con un pizzico di ottimismo e di speranza (debbo ammettere che con i tempi che corrono verrebbe da chiedere: "cos'hai da ridere?)
Ieri sera nel locale, avevo creato l'atmosfera soffusa, candeline, cioccolatini e l'immancabile test. di S. Valentino.
Quest'anno le reazioni, nei confronti del test, sono state diverse a seconda dell'età. Nonostante le domande fossero semplici e abbastanza scontate, i più giovani a parer mio, erano un po' a disagio, forse ancora in fase di approccio o di studio, poi c'erano i quarantenni, sorridenti, chiacchieravano contenti e un po' romantici, infine un tavolo con due coppie di cinquantenni.
Credo che non si siano mai divertiti tanto come ieri sera.
Il mio test ha generato un fiume di aneddoti anche piuttosto spinti, raccontati in maniera naturale e semplice, come tutto dovrebbe essere in fondo.
Risate con lacrime agli occhi, e frasi sconnesse dal troppo ridere.
I tavoli vicini, contagiati, ascoltavano e commentavano sottovoce, sogghignando alle varie battute.
Quando i cinquantenni sono usciti, sono rimasti altri 20 minuti davanti alla porta del locale, credevo fumassero una sigaretta, invece si raccontavano ancora fatti e fattacci.
Ad ascoltarli, mi sono accorto che ognuno di noi ha tanti aneddoti particolari nella propria vita, dovremmo ricordarceli un po' più spesso, forse vivremmo meglio
Generalmente, allungo un mano verso lo scaffale dei "strariletti", così chiamo l'angolo più sfruttato dei "classici di Gabriele", tenendo gli occhi ben chiusi, lasciando che sia il caso a farmi scegliere il libro "del comodino"
Là! Scelto! Compagni di sbronza di Bukowsky. Oddio, la trama non è una gran cosa, e neppure il linguaggio è dei migliori sebbene renda benissimo l'idea.
Ho deciso di leggerlo senza lasciarmi coinvolgere emotivamente dal racconto; spesso mi capita di entrare nel personaggio estraniandomi totalmente dalla realtà. Questa volta, comodamente seduto nel letto, con quel minimo di serena felicità prima di cedere al sonno, indirizzo la mia attenzione, alla forma: scrittura, tempi, punteggiatura, pause ecc...
E' una scoperta! Il ritmo di lettura è un'armonia, dove ogni frase, ogni accento, ogni virgola sono disponibili, in maniera perfettamente equilibrata, per fare entrare con la mente, nel pentagramma delle parole.
Provare a dipingere un quadro di Giotto o del Caravaggio, fa scoprire in quale modo l'artista ha operato per realizzare il capolavoro. E' un mondo affascinante dove ogni pennellata ha una ragione di essere.
La musica poi è un capitolo ancora più diretto.
Dipingere, suonare, scrivere, non è da tutti, ma un buon libro possiamo godercelo quando e come vogliamo, se poi ci rapisce, vuol dire che dietro le quinte (così chiamo la tecnica) è stato ben operato.
In queste giornate sono impegnato a programmare l'attività del centro turistico e, improvviamente mi sono reso conto che è nuovamente S. VALENTINO.
Giornata dell'amore e del volemosebbene. Non si ama su ordinazione! Questo l'ho sempre sostenuto! Voglio per una volta ricredermi, prendere come scusa S. Valentino per fare una sosta nella corsa ormai abituale del quotidiano. Voltarsi per un attimo e guardare chi combatte con noi chi con noi spera e vive.
Si corre e nella corsa ci dimentichiamo di fare uno stop per una carezza una parola un pensiero
Non è solo amore ma anche un grande rispetto per lei o per lui.
E' questo il messaggio che vorrei comunicare ai miei ospiti.
Rimetterò i fogli con i test sui tavoli e per evitare eventuali litigi, li modificherò un po'
Forse aggiungerò una domandina:
"Lo ameresti ancora se lui indossasse gli slip rossi che gli ha regalato la tua amica del cuore?"
e forse:
"l'ameresti ancora se lei regalasse un paio di slip leopardati al marito della sua amica del cuore?
Chi desiderasse riceverene la bozza, può richiedermela all'indirizzo: la.prossima@gmail.com