giovedì, 29 marzo 2007

DEMONI E MASCHERE

Scopire sè stessi, smuovere o quantomento tentare di eliminare la maschera o le maschere che indossiamo.
Decidere di essere onosti totalmente, di essere nudi.
Il demone che è in ognuno di noi, si oppone alla ricerca della verità con ogni mezzo, afferrandoci alla gola e allo stomaco, insinuandosi con ambiguità differenti ad ogni caso, proponendo le motivazioni più logiche ma non necessariamente giuste,  per un compromesso.
La loro bravura è tale, che spesso siamo convinti di non avere alcuna maschera, ma provete a controllare. Le sorprese non macheranno.
Maschere di tutti i tipi, vengono vendute sulle bancherelle da un sorridente venditore. Se lo guardate attentamente vi accorgerete del dente d'oro che brilla e del begliore di un occhio, forse di vetro.
Io non credevo di averne acquistate, eppure, aprendo l'armadio, mi pare di intravederne qualcuna.
Indagherò!



postato da: LAPROSSIMA alle ore 11:40 | link | commenti (5)
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lunedì, 26 marzo 2007

LAVORO AUTONOMO E SUBORDINATO

Da qualche anno, solo raramente ricordo i sogni.  Quello di stanotte, invece è nitido e chiaro.
Un paese sconosciuto, con vie costituite da lunghe gradinate.
Io in compagnia di mio suocero, forse 10 anni fa,  camminavamo tranquillamente, fermandoci di tanto in tanto per dialogare in tutta rilassatezza. L'argomento, trattava del lavoro autonomo e subordinato.
Entrambi di un'unica convinzione: non avremmo mai potuto lavorare come dipendenti.
La libertà di sbagliare! Questo il concetto di base. La libertà di agire nelle proprie convinzioni, nei propri dubbi, con i propri ritmi.
Inconcepibile l'idea di adottare ritmi imposti; un lavoro fatto bene deve essere fatto con la propria coscienza e nel momento che sentiamo più giusto.
Sapere che gli errori e le cose ben fatte, posti sulla stessa bilancia, debbono avere una giusta misura. Solo noi possiamo giudicarlo, purtoppo quando si è alle dipendenze, spesso l'accento viene messo sugli errori.
Concepire, progettare. eseguire, sperare, sono il pepe della scelta fatta.
Indubbiamente il lavoro autonomo, è più impegnativo: mancanza di libertà,  corsa continua, il pensiero focalizzato sull'attività 24 ore al giorno, la mancanza di certezze. Nonostatte tutto questo,  lo consideravamo meno gravoso che otto ore in banca.
Io gli esponevo il mio modo di sentire, mentre tenendoci sottobraccio, salivamo i  gradini;  lui assentiva concorde, e aggiungeva i suoi pareri, tra una battuta ed un sorriso.
Certo è che se fossi andato in banca, ora potrei andare in pensione, magari con il massimo dello stipendio e giocare tutti i giorni a golf.
Eppure ripensando al sogno, mi sono accorto che non abbiamo mai parlato di denaro, ma solo di lavoro ben fatto, di libertà individuale e di soddisfazioni personali.
postato da: LAPROSSIMA alle ore 10:22 | link | commenti (5)
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lunedì, 19 marzo 2007

LA TANA

Ben Gazzarra e Audrey Hepburn, sono stati gli  interpreti di un vecchio triller, ambientato negli anni 70 in una villa in Sardegna. Della trama ricordo ben poco, mentre ricordo molto bene l'architettura del fabbricato.
Un ambiente classico marino in stile "mediterraneo" dove il bianco, l'azzurro e il verde acquamarina dominano fortemente.
Adoro quel tipo di ambientazione, dove i muri sono rotondeggianti  come in una grotta, candidi e ruvidi, l'irregolarità delle pareti abbinata con i legni dei gradini interni e delle mensole creano linee scure su di una pagina bianca.
Aperture sinuose lasciano intravedere spicchi di mare. I pavimenti spesso in ceramica decorata ad arabeschi o in cotto, sono macchie di colore, divani in lino  turchese o in tessuto grezzo, sui quali potersi adagiare mollemente per leggere un buon libro, e l'odore del mare che arriva con la brezza fresca della sera, non li posso dimenticare,  mi sono rimasti nella pelle fin da quando, da bambino frequentavo una  casa di questo tipo.
Ha influenzato tutta la mia vita e il mio lavoro.
Ho pensato spesso al perchè, questo tipo di arredamento mi piaccia tanto e sono giunto ad una conclusione.
Forse i muri rotondeggianti aperti alla natura,  al cielo, al mare, al vento, sono un atavico e inconsapevole ricordo di quando abitavamo nelle tane.

postato da: LAPROSSIMA alle ore 23:45 | link | commenti (5)
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venerdì, 16 marzo 2007

INCREDIBILMENTE IN SERVIZIO

Ho attraversato alla menopeggio due settimane infernali, lavoro, artite cervicale, problema anziani.
Questi i 3 punti salienti. quelli più pressanti e dolorosi, il tutto condito con le piccole catastrofi del quotidiano.
L'irrazionalità degli esseri umani è senza limiti. Mi sono accorto che in questo periodo correvo alla ricerca di un attimo di tranquillità. Fare in fretta per terminare e poi riposarsi, ma l'assurdo era che più ci si accalorava e più i lavori aumentavano a dimisura.
In oriente si dice che non esistono i problemi,  ne sono fermamente convinto, so benissimo che siamo noi stessi a crearceli. Ciò nonostante perseveriamo nell'errore.
Forse un giorno riuscirò a mettere in pratica questi saggi insegnamenti.
Il titolo "INCREDIBILMENTE IN SERVIZIO"
E' riferito al fatto che da 10 giorni non riuscivo ad entrare in splinder. Questa sera finalmente è ripartito, ne approfitto, nonostante la stanchezza, per questo piccolo post di saluti.
Un abbraccio a tutti da Gabriele


 

 

 

postato da: LAPROSSIMA alle ore 22:48 | link | commenti (5)
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