mercoledì, 30 maggio 2007

Gli angoli della lettura

Svolgere un'attività propria, da sempre  lascia poco spazio al tempo libero, ciò nonostante, non volevo rinunciare al piacere di un buon libro, quindi è stato un passo naturale, quello di crearmi gli "angoli della lettura"
Uno in salotto, uno in camera da letto e uno in bagno.
Generalmente in salotto leggevo testi o riviste inerenti al mio lavoro,  sul comodino narrativa (spesso americana) e in bagno teatro
Non so per quale motivo avessi scelto teatro per il bagno, comunque veniamo al fattaccio.
Una notte verso le tre del mattino mi svegliai, non avevo per nulla sonno, intorpidito annoiato e apatico allungai la mano verso Shakespeare
Di Shakespeare avevo letto molto, ma non  l'Otello e Giuletta e Romeo (Troppo truculento il primo, troppo amaro il secondo)
Mi decisi per la coppia di Verona. Con un po' di scetticismo iniziai a scorrere le prime righe, quindi    fu  con stupore che mi scoprii in breve, ad essere rapito dall'opera.
Avanzavo avidamente nella lettura, mi aveva  a tal punto coinvolto , che assorbivo la genialità dell'autore. Ero parte della scena, ogni parola era al posto giusto, ogni sospiro era un mio sospiro, l'attimo del balcone poi, mi esaltò enormemente.
La parole di Giulietta: "Oh Romeo, Romeo...  perchè sei tu Romeo!  Esprimevano, con una stupenda sintesi,  i sentimenti del'ìinnamorata; sentimenti contrastanti di amore, delusione e di speranza si amalgamavano, lasciandomi increduto di fronte a tanta bellezza  e  desideroso di ripeterle.
A voce sommessa e timorosa,  iniziai a declamarle.
Dicono che anche un cane sa recitare Shakespeare, questo mi diede forza, ripetevo con dolore, con speranza con interrogazione e con fermezza "Oh Romeo, Romeo...  perchè sei tu Romeo" 
Crescendo  in me sicurezza e forse l'ambizione di essere un Olivier, mi fecero sentire un discreto dicitore su di un polveroso palco di provincia, dimenticandomi  che  i miei spettatori erano le lucide mattonelle del bagno.
Sicurezza e forza interiore, senza che me ne rendessi conto,  fecero aumentare  il tono e il volume della mia voce, forse per questo motivo, verso le 4 del mattino quando urlai pieno di pathos
" PERCHE'!!??...SEI TU..ROMEO"
mia moglie disse.
"SENTI GIULIETTA.... E, SE VENISSI A NANNA?"

.

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lunedì, 28 maggio 2007

AIRONE

Il vento oggi era incerto: Non per il grado di intensità, quello era definibile con la parola "violento",.  ma per la direzione da prendere.
Le raffiche provenienti dal Nord, improvvisamente venivano sopraffatte da quelle del Sud o dell'est o dell'ovest.-
Gli alberi si frustavano come penitenti medioevali, e il cielo a stento tratteneva un carico  di pioggia e di elettricità.
Tutto sommato era piacevole, osservavo, con il naso rivolto in alto,  le forme delle nubi più o meno minacciose.
Improvvisamente è apparso a circa 30 metri di altezza, un trampoliere in volo: una linea retta con 2 grandi ali.
Anche ieri l'avevo notato, forse un airone o altro, non saprei, ad ogni modo avendolo visto per la seconda volta, mi fa ben sperare che nidifichi nelle mie zone
Inizialmente procedeva contro vento con eleganza, poi a causa dei cambi direzionali voluti da eolo, ha perso quota, i movimenti scomposti, denunciavano una grossa difficoltà nell'avanzare,  ma la caparbietà lo portava a lottare, ogni qualvolta era costretto a deviare, aumentava come poteva il ritrmo delle alli per riprendere la via.
Sicuramente si sarà lasciato andare ad un sostenuto turpiloquio fino a quando, il costone montano, non lo ha riparato del vento,
"Come canne al Vento"scriveva Grazia Deledda - è stato il mio primo pensiero
Iil nostro dibatterci nella  vita è  il sapore della quotidianità, quello che nonostante tutto,  ci dona il piacere di esserci.
Ancora qualche attimo per poi scomparire  dietro ad un folto gruppo di querce.
Son rimasto nuovamente solo a guardare il cielo e, mentre pensavo alla bellezza della vita, le prime gocce di pioggia si  frantumavano sulle mie lenti.
postato da: LAPROSSIMA alle ore 23:26 | link | commenti (12)
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mercoledì, 23 maggio 2007

LO PICCHI ANCHE LEI

Ogni stagione ha i suoi frutti!... Banale?...  Proverbio ancora attuale nonostante lo stravolgimento ecologico.
Oggi, nella scuola come nella vita, vediamo un atteggiamento protettivo dei genitori nei confronti dei figli, anche in casi di evidente malcomportamento del giovane.
Eppure tutto ha una ragione.  La famiglia, la società, l'ereditarietà, chi più ne ha ne metta, influiscono sul comportamento di genitori e figli.
Io rientro tra i nonni, anche se nonno ancora non sono,  faccio parte della categoria "figli del dopoguerra"
Nato nel 48, ho vissuto l'era del "Boom Economico " dove i nostri genitori, con ancora un piede nel passato e uno nel futuro aspiravano a figli colti, possibilmente laureati..
La realtà era ben diversa. Noi eravamo pieni di vita, un po' scapestrati, con occhi furbetti, sempre con il sorriso sulle labbra e un scusa pronta per ogni occasione.
Non c'è da meravigliarsi se ogni ricevimento scolastico si trasformasse inevitabilmente,  in un olocausto generale.
"Suo figlio è un ragazzo intelligente, avrebbe delle grandi potenzialità, peccato che si disinteressi a tutto"
Voce generale, quindi  tutti intelligenti e tutti svogliati.
Una madre, si sentiva immancabilmente   umiliata nel proprio orgoglio e  delusa nelle sue aspettative di genitrice
La reazione era immediata: DUE SCHIAFFI  al figlio
All'epoca maschi e femmine erano separati e l'ala femminile era ordinata e silenziosa, al contrario della nostra,   dove le insegnanti ripetevano l'ignobile sentenza.
Ricordo molto bene il lungo corridoio dell'ala maschile, una lunga fila di mamme in attesa di essere ricevute ed una seconda fila di mamme, che picchiavano in maniera disordinata e isterica il frutto del loro seno.
I ragazzini urlanti  promettevano tra le lacrime, di diventare bravi buoni e diligenti,  le mamme continuavano nella loro fustigazione gridando "non ci credo".
Un'insegnante mossa a pietà, tentò di intervenire, ma la giovane madre rimbeccò: "E' una bestia, lo picchi anche lei, anche quando non è stato lui"
Per fortuna mia mamma non era così: aveva un suo rituale, ogni mattina sulla soglia di casa,   mi dava un sonoro ceffone dicendomi: "questo per il 5 che prenderai oggi, il resto alla conferma":


postato da: LAPROSSIMA alle ore 08:25 | link | commenti (11)
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lunedì, 21 maggio 2007

ATTORI

Per 3 giorni presso il centro turistico, alcuni giovani hanno frequentato un laboratorio teatrale.
Full immersion sull'espressione corporea.
Un'attrice, con voce pacata e coinvolgente,  spiegava come, con il nostro corpo, possiamo esprimerci, comunicare e gli allievi attingevano con interesse e passione a questi insegnamenti, facevano balli e movenze,  commentavano ogni  risultato, si preparavano con ardore alla rappresentazione di fine corso che si sarebbe tenuta da lì a poco.
Certo è che La Prossima, in quei giorni si è popolata di personaggi particolari e unici, alla mattina presto poi, si potevano ammirare quegli strani animali, chiamati attori, sparsi per il giardino intenti nelle loro attività.
Li osservavo muoversi, provare, improvvisare.
Un ragazzo scheletrico, rimaneva  immobile, in una posizione plastica che ricordava il discobolo, osservava il vuoto. Forse lo stava percependo? Oppure la sua mente era concentrata su quei muscoli in tensione statica?
Un altro, su di una sola gamba dialogava con un albero, Una ragazza sul bordo della piscina, in posizione di loto, inspirava profondamente, spalancando e chiudendo gli occhi; una quarta  simulava tick nervosi
Ognuno in un angolo della struttura, ognuno in un suo spazio fisico e immaginario.
Facevano i compiti.
Li invidiavo un po'? SI! TANTO!

postato da: LAPROSSIMA alle ore 13:38 | link | commenti (7)
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giovedì, 17 maggio 2007

UNA CASA NON MIA

Guidare uno spider sulla costiera Amalfitana, fa tanto anni 70, eppure gli anni sono passati ma l'emozione rimane la stessa.
Seguire l'attorcigliarsi delle curve e vedere scorrere sul cofano rosso  l'ombra sfuggente dei pini, improvvisi odori di rose e di mentuccia selvatica entrano nell'abitacolo per poi svanire, lasciando spazio ad altri profumi.
Arrivare a Ravello,  scendere  a piedi lungo le scalinate del paese fino alla villa bianca, ricoperta di bouganville lilla.
Salire i gradini di ceramica turchese che immettono sul  grande terrazzo panoramico, entrare nello studio tutto bianco con il soffitto a cupola, un'enorme vetrata sul fondo inquadra  il golfo, sulla sinistra mensole piene di libri in diverse lingue,  un tavolo leonardesco per disegnare, tanti pennarelli, pupi siciliani appesi ad un camino che pare il nido di un uccello tropicale, in calce bianca con la bocca nera  illuminata della fiamme di un esile fuoco,  un divano di lino color ocra, una radio di plastica avorio dai pomelli dorati. un enorme paralume con la base in terracotta smaltata troneggia su di uno sgabello tarlato.
Aprire la finestra e guardare le zinie multicolori piene di farfalle. Cicale assordanti, Uno Spinone che attende una coccola, Snoopy o come lo chiamava la sua proprieteraia SNAPPY, aveva un difetto, non potevi accarezzargli la testa che si emozionava e ti faceva la pipì nei piedi.
Ero uno bimbo quando frequentavo questa casa, sebbene non fosse la mia, l'amavo e a distanza di mezzo secolo il ricordo è rimasto immutato.

postato da: LAPROSSIMA alle ore 00:26 | link | commenti (9)
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martedì, 08 maggio 2007

MEDITAZIONE

La settimana era stata decisamente una catastrofe! Il lavoro pressante, gli impegni, le responsabilità organizzative, avevano fatto sì che crollassi miseramente.
Il fisico sparso per il letto, le mente altrove, non so nemmeno io dove.
Un raggio di sole, che attraversava la finestra, mi faceva notare che il giorno era avanzato, avrei dovuto alzarmi.
Tentai di aprire le palpebre, ma un'enormità di pimbo le teneva abbassate.
"forse saranno iniettate di sangue?" hehe! "Come il vecchio Caronte!" pensai.
Recuperai gli arti e riuscii a sedermi. Miracolosamente si aperse un occhio. "anche questa è fatta!"
Con la lentezza di un bradipo mi vestii in maniera casual, moolto casual, forse i pedalini erano anche di colore diverso, non so.
Uscito sul terrazzo fui violentato dal sole, richiusi gli occhi e mi ricoprii di energia. Un buon caffè con 8 bustine di zucchero e 3 paste dolcissime fecero il resto.-
Intanto Giacomo, un amico che mi aiuta nell'opera dei campi, mi fece notare un malfunzionamento del tagliaerba, i green non potevano essere rasati
Dovevo intervenire...  purtroppo.
Troppo caldo, mi svestii completamente tenendo arrotolato in  vita, le estremità di un paio di pantaloncini corti. Con l'ammasso di stoffa che a malapena copriva le parti basse, mi sentivo un lottatore di sumo e sorrisi dentro di me.
Raggiunsi il ragazzo che, vista la mia tenuta,  non potè fare a meno di fotografarmi col cellulare.
Occhi di bragia lo fulminarono.
Riprendemmo il lavoro. dovevamo comprendere perchè il rasaerba non facesse il suo dovere.
Sedetti sull'erba e guardandomi  attorno  notai le prime farfalle, gli alberi di un verde intensissimo, l'erba fresca mi ristorava le cosce e i polpacci, osservai i piedi e muovendone le dita, cominciai a giocherellare con alluci e polpastrelli, stavo benissimo! Un piacere interiore di pace e rilassatezza. 
Giacomo  a pochi metri, mi fece notare il difetto della macchina, ed io con sorriso ebete dissi:
sii, sii, continua così Giacomo,  che vai bene.
In realtà "nun me' ne poteva frega' de' meno" Ero troppo intento a "meditare". 




postato da: LAPROSSIMA alle ore 09:24 | link | commenti (15)
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mercoledì, 02 maggio 2007

CON GLI ANNI TUTTO FA PIU' EFFETTO

Grazie Crepes, ti rubo la frase.
E' vero! con gli anni tutto fa più effetto.
Purtroppo conosco anche chi si è chiuso in un bunker di cinismo, ma  è la sensibilità, che normalmente affiora assieme all'apparire delle rughe.
Adolescenza e maturità, due momenti dove i sentimenti sono più vibranti.
Nella giovinezza, scoprire il nuovo, in ogni sua forma è fonte di forti emozioni, spesso così intense da creare smarrimento. Al contrario, con gli anni, dopo la corsa per l'acquisizione di una postazione, ci si accorge che i valori cambiano, ciò che credevamo basilare, sembra superfluo, Scopriamo l'importanza delle piccole cose, che non sono poi così piccole.
Semplicità, Sponteneità, la consapevolezza di una diversa lettura della vita, possono dare veramente tanto.
Si vive  avvolti da una tenue e impalpabile sensazione di gioia, dovuta alla percezione delle sfumature.
Le stesse sfumature, che sono portatrici a volte, di forti dolori.
Gioie, Dolori. Bisogna imparare ad ascoltare, forse è questo il segreto della felicità 

 

postato da: LAPROSSIMA alle ore 23:25 | link | commenti (6)
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martedì, 01 maggio 2007

AMICIZIE

Seduti in cerchio, uno di fronte all'altro, dopo tanto tempo, finalmente di nuovo assieme-.
Una gioia immensa dentro che non riesci ad esprimere.
La lontananza fa parlare delle cose usuali della vita vissuta, Come stai? Cosa fai? In realtà sei imbavagliato dal troppo amore, vorresti dire: "sono quà, eccomi! dimmi cosa posso darti, come posso dimostrarti la mia simpatia, il mio affetto"
Le parole non lo dicono, ma gli occhi sì! una stretta di mano mantenuta più a lungo, un abbraccio stristolante, una mano appoggiata sulla spalla.
Poi i piccoli gesti per sorseggiare  una tazza di caffè caldo o chiacchierare tutti in pigiama con i capelli ancora sconvolti,
E maledici la lontananza per non poter essere più presente,

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