Oggi i Blog hanno conquistato internet mettendo in ombra il suo papà: IL FORUM
Il Blog ha una grande forza, quella di essere alla portata di tutti. Bastano pochi minuti per crearlo e lanciarsi nel suo mondo.
Si possono scoprire infiniti modi di essere, facendoci arricchire, spronando la nostra fantasia, la nostra voglia di esibirci e di conoscere.
Il rovescio della medaglia è la vastità di blog esistenti e, volendo intervenire nei vari post. occorrerebbe più di una giornata lavorativa. Questo porta a racchiudersi in una ristretta cerchia di conoscenze quelle a noi più vicine come modo di pensare e di sentire.
Il forum è stato il mio primo amore al contrario della chat che non mi ha mai attirato.
Mi piaceva e mi piace il forum perchè è un luogo di appuntamento comune, dove ognuno può intervenire quando ha lo stato d'animo giusto.
Puoi esporre il tuo pensiero con calma e attendere con calma una risposta.
Oggi i forum stanno appassendosi; è l'evoluzione della specie?
In ogni caso io con il forum prima e con il blog dopo ho scoperto persone meravigliose
Buona giornata a tutti - Gabriele
-Ciao papà, potresti venirmi a prendere alle 4 all'univeristà?
-Dove?
-A porta Saragozza al monumento dei diversi
-OK alle 4
Conosco il luogo, a porta Saragozza c'è incastonata nel muro, una nicchia con tanto di lapide e lumini.
Parcheggio a pochi passi, ottimo! Ecco la porta, Ecco il monumento ma è dedicato alla Madonna di S. Luca
Oddio! allora dove si trova il monumento dei diversi? Inizio a peregrinare, trovo in successione il monumento dei caduti, il monumento degli alpini e qualche altra lapide sparsa. ma non vedo quella dei diversi,.
Lo chiedo ad un passante, è gentilissimo, risponde che ne è a conoscenza, un fattaccio dell'ultima guerra, un massacro fatto a discapito di omosessuali e portatori di handicup.
Lo seguo e deciso mi conduce alla nicchia della Madonna di S. Luca
Noto il suo stupore e la sua delusione: "ero convinto che fosse questo, comunque è da qualche parte, provi a cercare" , detto questo se ne va.
A porta saragozza c'è anche un semaforo: diventa rosso. Un ragazzo su di una vespa, attende il verde.
"Scusi.... saprebbe indicarmi il monumento dei Gay?"
Il ragazzo mi guarda stralunato, poi accellera e senza rispondere fugge.
Forse la domanda non era esatta.
Intanto arriva mia figlia:
"Pa' dove eri finito? è un'ora che aspetto al monumento"
L'ho fulminata con lo sguardo poi con estrema calma "quale monumento?"
"Quello dei diversi, dentro all'università"
Ahhh! Dentro.
Basta veramente poco per creare un malinteso: superficialità, certezze errate, mancanza di chiarezza, sono più che sfumature, bisognerebbe sempre tenerne conto.
In questo caso nulla di grave, anche se una falsa convinzione mi aveva fatto perdere del tempo e, ripensando al ragazzotto... anche la faccia.
NADEZHDA e PANNONICA hanno parlato di coincidenze.
Argomento intrigante che vede scettici e fervidi convinti, a confronto.
Innanzitutto alla parola "coincidenza" diamo diverse interpretazioni:
Chi crede che il puro caso abbia contribuito a creare un concatenarsi di eventi da formare "una coincidenza"
Chi sostiene che non esistono ma sono frutto di una nostra fantasia.
Chi invece pensa che non sono affatto "coincidenze", ma segnali, messaggi da comprendere e che un destino abbastanza definito ci sottopone.
Io propendo per questa ultma teoria. Non so se il fato contribuisca, oppure se abbiamo una vita segnata con qualche possibilità di scelta a nostra disposizione, sta di fatto che non tutto può essere casualità
Aneddoti personali abbondano e nessuno ne è esente. Alcuni poi sono talmente straordinari da spingerci a riflessioni, accrescendo i dubbi e le incognite su di un mondo a noi ancora sconosciuto.
Un romanzo ormai entrato nei classici della new-age "Le profezie di Celestino" farcito di varie filosofie e credenze orientali, espone in una specie di triller come, le coincidenze siano il primo gradino di una evoluzione spirituale.
Ero in treno, mi avevano regalato questo libro ed avevo da poco iniziato a leggere.
Il protagonista del romanzo stava dicendo: "guardati attorno, tutto cambia, in tutti c'è curiosità di apprendere di modificarsi"
Istintivamente mi guardai attorno; la ragazza seduta di fronte a me si alzò dicendomi:
"Anche io ho letto quel libro, mi piacerebbe reincontrarla per conoscere la sua opinione" mi sorrise poi aggiunse:. "arrivederci a presto....spero." e scese.
Credo che il mio stupore fosse più che evidente: occhi vuoti e mandibola cadente? Forse; comunque non ci siamo mai rivisti.
Forse il quarto si era attardato oppure aveva scelto altra compagnia, non so, sta di fatto che dei soliti 4 caprioli, ormai assidui frequentatori del mio campetto di golf, erano presenti in 3
Tutte le sere verso il tramonto, attraversano il campo, con estrema calma e pigrizia. Ieri sul green della buca 2 i 3 animaloni pascolavano beati.
Ho emesso un lungo fischio sperando che se ne andassero, invece sono rimasti immobili, uno di fianco all'altro a fissarmi con lo sguardo di chi pensa: "E adesso cosa vuole?"
In realtà non lo sapevo. Visto che di andarsene nemmeno il minimo accenno, ho deciso di avvicinarmi.
Ho iniziato a camminare lentamente, muovendomi con delicatezza e con un turbinio di pensieri nel cervello.
Mi stavo avvicinando ma in realtà non sapevo nemmeno io perchè, avrei forse voluto fare amicizia, oppure accarezzarli, non ne avevo la più pallida idea.
Camminavo con uno stato d'animo in sospensione, trattenevo il respiro e sentivo una strana leggerezza fisica.
Perchè continuassi ad avanzare non sono riuscito a spiegarmelo, andavo verso l'ignoto, senza una meta definita, senza sapere cosa avrei fatto e cosa in realtà volessi, però andavo. Forse è questo che ci spinge ad avanzare nella nostra vita? Uno sperimentare senza una certezza del risultato, la speranza forse, di scoprire qualche cosa di bello in fondo alla via?
Questi pensieri, sentiti fortemente mi facevano procedere con sempre più attenzione verso i 3 caprioli
Ancora 20 mt.... ancora 10... poi uno scatto improvviso e gli animali hanno deciso che "fidarsi è bene, ma... "
Di colpo è svanito tutto, timore e speranza, lasciando uno stato di sollievo per la decisione presa dai caprioli. E' rimasto solo un dubbio: "IO COSA VOLEVO?" ma anche una certezza "AVANZARE"
..... sono coloro che riescono a scegliersi un lavoro e fare in modo di amarlo così tanto che esso non sia più un "lavoro" nel senso negativo del termine. Ma qualcosa che sia un completamento dell'esistenza, qualcosa che dia fuoco continuo alla giornata, che permetta di essere vivi, anche inquieti se vuoi, ma comunque attenti e pieni di quella strana felicità che può dare la ricerca, la risoluzione di problemi, la soddisfazione, persino le difficoltà. E' persino ovvio che le difficoltà pesino meno, quasi non siano influenti, quando si sta facendo qualcosa che ti dà senso. Senso non solo come persona individuale (con la sua famiglia, la sua storia) ma anche come persona sociale, perchè ogni lavoro ha sempre una relazione col resto del mondo (anche il lavoro più umile lascia una traccia nel mondo; e se è fatto con passione la traccia è una buona traccia) " W. Szymborska
Questa parte del discorso tenuto dalla poetessa al conferimento del premio nobel, è parte della mia filosofia di vita.
Ho sempre sostenuto, che ogni cosa ha diritto ad essere amata, è un modo per vivere meglio.
Ma esiste un'eccezione? una clausola? Cioè: "...che si possa fare con amore vero sincero pieno e sentito solo ciò che si ama veramente e spontaneamente" questa è passione!
Come si può quindi, amare non spontaneamente?
Credo che la parola amore da me usata, sia forse impropria, se intesa come "passione", ma diventa giusta quando eliminando la passione, si rientra nella sfera della comprensione e del rispetto, in maniera umile e depurata da ogni preconcetto negativo.
Il nostro prossimo e per prossimo intendo persone oggetti e animali, hanno questo diritto.
La frase scritta con un gessetto, nel mio centro turistico "Non esistono sconosciuti ma amici ancora da conoscere" riguarda tutti e tutto.
Avvicinarsi ad un lavoro, o ad una persona senza giudicare ma con animo aperto, entrando nudi nel ruolo del momento, è una forma di amore, è un modo per comprendere, è un modo per vivere meglio.
Affrontare un lavoro che non appassiona è deleterio, ma lo si può amare comprendendolo e ci si riesce solo ad una condizione: La transitorietà-
Sapendo che non sarà lo scopo della tua vita, ma una parentesi nella tua esistenza, (perchè la passione è rivolta ad altro), ecco che può diventare sopportabile e anche piacevole, addirittura può anche portare un sorriso.