Una volta ho sentito una frase:
"Nella mia famiglia sono l'ultimo della fila"
Quanto è vera e tremenda e stupenda questa frase.
Essere l'ultimo della fila può essere sconvolgente, ma guardando avanti e vedere i figli nipoti pronipoti e tutta la discendenza, può esserlo ancora di più.
Il penultimo della fila è privileggiato, ha il futuro e il passato presenti.
Sapere che voltandoti indietro c'è qualcuno che ti può mettere una mano sulla spalla anche solo psicologicamente, è una piacevole sensazione di calore, una sicurezza che ti porta a guardare il futuro con grinta e speranza, poi un giorno ti volti indietro e ti accorgi di essere l'ultimo della fila.
Una grande sensazione di vuoto, il forte desiderio di avere quella mano sulla spalla che non c'è più, e come tutte le cose che non puoi avere, rende ancora più marcato il rimpianto e il dolore.
Poi, a ben osservare, ti rendi conto che chi ti è davanti attende quella mano sulla spalla, ti senti nuovamente vivo, allora il dolore si lenisce, rimane una ferita cicatrizzata, è lì, si vede, ma il dolore acuto è svanito rimangono i ricordi dei momenti più belli, quelli brutti io li ho dimenticati.
Allora allungo la mano sulla spalla del penultimo, cerco di fargli sentire tutto il mio calore e il mio amore e la sicurezza di esserci.
Sono quì prendimi!
Un giorno (purtropo non lontano) anche lui, nel mio caso una lei, sarà "l'ultima della fila"
Nonstante tutto, guardo fuori dalla vetrata e anche oggi è una giornata meravigliosa