mercoledì, 19 novembre 2008

MI ERO SVEGLIATO BENE

In Romania da ormai una settimana, senza giornali e senza TV italiani ero piuttosto sereno.
Poi un giorno ho avuto la possibilitá di aprire internet:
sito corriere della sera
BERLUSCONI parla di Abbronzatura /  Mi sono vergognato!
Passa altra settimana, rientro in Italia, alla frontiera italiana sintonizzo la radio sul TG, <economia e moneta italiana hanno raggiunto il minimo storico, siamo alla frutta signori.>
BENTORNATO IN ITALIA GABRIELE!
Cio nonostante, questa mattina il mio pensiero é stato:
COMBATTERO' IL GOVERNO.... SARO' OTTIMISTA
Poi sono andato a pagare l'assicurazione auto: Dal primo gennaio aumento di legge dei massimali
Poi sono andato a pagare il mensile di una polizza personale, svalutata del 30 per cento.
Poi ho passato due ore al telefono con voci metalliche della vodafon
Non ho parole!
E' SEMPRE PIU' DURO COMBATTERE IL GOVERNO!


 


postato da: LAPROSSIMA alle ore 21:46 | link | commenti (6)
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giovedì, 13 novembre 2008

ROMANIA 3 - IL MONASTERO

Stupendi!
Aggettivo che ben si addice ai monasteri visitati nella terra di Moldova.
Decoratissimi, ricchi di <pizzi> in oro e argento, addobbati con tappeti dai colori intensi e sgargianti, erano o meglio sono, portatori di un bagaglio culturale, artistico e storico enorme.
Il monastero di Moldovita, lo abbiamo raggiunto di sera, avevamo perso la speranza di poterlo visitare, invece, molto carinamente, le monache ci hanno accolto nella loro ora di preghiera.
Un muraglione alto racchiudeva il convento. Al centro di un curatissimo giardino: la chiesa. Attorno case basse in sasso a vista con i tetti spioventi: le abitazioni delle religiose.
Vorrei ripetere questa descrizione arida con altre parole,  come l'abbiamo vissuta: la luna era piena e tutto, avvolto dalla luce argentata, acquistava un aspetto di mercurio, le piante, la chiesa ricca di guglie e di decorazioni, i sassi delle abitazioni, irregolari come ciottoli di fiune, sembrava brillassero di luce propria.
Una monaca anziana, piccolina di statura e tondeggiante, avanzava come una macchia nera nelle ombre della notte, aveva in mano un'assa  e, camminando in quel cortile, la percuoteva con un martello.
I colpi secchi nel legno rimbombavano tra le mura,  colpi ritmati e velocissimi per chiamare le sorelle alla preghiera.
La campana ha rotto il silenzio improvvisamente facendoci sobbalzare e  i cani del vicinato, hanno lanciato alcuni latrati. 
La nostra emozione era consistente, tutti trattenevamo il respiro per paura di rompere l'incanto di quel momento.
La monaca, ci condusse nella chiesa piccola, anchessa addobbata con dipinti e tappeti, una giovane religiosa leggeva la preghiera con voce cantelinante e continua, quella nenia invitava a leggersi dentro, ad ascoltare il silenzio reso ancora piu' evidente da quella voce sola.
Una sorella si e' inginocchiata carponi, il velo nero le copriva il profilo del viso in quel suo inchinarsi a quattro zampe verso la terra.
Presto ne sarebbero giunte altre. 
Ci e' parso doveroso lasciarle libere e siamo andiati via, in punta di piedi.
In questa vacanza, eravamo in sei: Tiziana, io, Azzurra e i suoi amici: Jacopo, Alice e Arianna
Eravamo tutti scossi da quello che avevamo visto, da quello che avevamo provato, fuori dalle mura ancora i nostri discorsi erano bisbigliati impregnati come eravamo dal misticismo del luogo.
Improvvisamente Jacopo ha lanciato un'idea:
<Ci vorrebbe un ristorantino...
<Ma Jacopoooo....
<No! guarda che adesso un ristorantino con qualche Mic, polenta alla panna, lardo affumicato e....
<Vabbe' accontentiamolo, c'e' un ristorante in un cascinale del settecento ristrutturato, che e' una perla dell'architettura Rumena.
<Vuoi mettere l'architettura con i Mic?
Si e' alzato un coro:
< JACOOOOPOOOOO.....
Ma in cuor nostro tutti  pensavamo ai Mic, quei bei salsicciotti fumanti accompagnati da polenta alla panna.

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 


postato da: LAPROSSIMA alle ore 14:46 | link | commenti (9)
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mercoledì, 12 novembre 2008

ROMANIA 2 - IL MATRIMONIO

Erano indemoniati i tre musici che, con tanto di clarinetti e fisarmonica, trasmettevano ai presenti un'irrefrenabile desiderio di muovere i piedi. E i piedi non stavano certo fermi, battevano, si intrecciavano, saltellavano dando ai loro proprietari, un'energia che saliva fino alle mani, levate in alto, agitate come palme sconquassate dal vento dei tropici.
Le pietanze del pranzo nunziale, vero complemento della serata, venivano servite ogni ora e mezza, intanto si ballava
Non solo musica attuale, ma anche slava, un miscuglio di virtuosismi martellanti tra occidente e oriente, Tra Serbia e Turchia.
Le donne, in questo caso <femmine>, quando ballavano i pezzi tradizionali, si trasformavano, non importava l'eta', giovanissime o anziane, il loro corpo, i loro occhi erano una promessa d'amore.
Quello scuotere delle spalle, dei seni, quel vibrare delle anche, la sinuosita' dei movimenti e la luminosita' degli sguardi erano un'invito, una mantide che ipnotizza la preda. un'orchidea dischiusa per donarsi all'impollinazione.
Cambiava la musica e rientravano nel ruolo di moglie, madre, sorella, figlia, amica.
Antico e moderno, contrapposti che trovi in tutta la Romania, Spumante e tequila, caffe' e cola, carne alla brace e dolcetti 
Di quando in quando un brindisi e di nuovo a rituffarsi nelle danze.
Tutto questo fino all'alba, degna conclusione di una giornata iniziata diciotto ore prima, da quando cioe', avevamo accompagnato in corteo gli sposi, fino al comune e alla chiesa con la continua e immancabile presenza dei tre musici.
Cerimonia civile e cerimonia religiosa dunque.
Il rito ortodosso e' stupendo! Un prete che ricordava Leo Gullotta, cantava con voce baritonale la funzione. Tra dipinti di origine bizantina e tappeti decoratissimi mi sono perso in un'estasi di ammirazione, ammirazione e meraviglia che avrebbero raggiunto il loro culmine nel giorno dopo, alla visita dei monasteri storici Rumeni.
Un gruppo di ragazzi hanno afferrato me e Tiziana trascinandoci tra la folla, non ballavamo da trentanni. E' stato incredibile, abbiamo tentato passi mai fatti, abbracciato persone mai viste, ma le urla e i ritmi ci hanno contagiato fino alla fine.
Un'ultimo dolcetto, un'ultimo caffe' un'ultimo sguardo alla stupenda sala.
I musici con le ultime energie eseguivano il pezzo finale e due  bimbe, di forse 6 o 7 anni, agitavano quelle piccole spallucce e la colonna vertebrale in maniera sinuosa. Gli ho guardato gli occhi, erano candidi. la malizia sarebbe venuta poi.
Ho sorriso, ho alzato il bavero del cappotto ho abbracciato la mia <adorata mantide> e siamo usciti. 

postato da: LAPROSSIMA alle ore 23:23 | link | commenti (1)
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ROMANIA 1 - L'ARRIVO

I miei occhi, assorbivano lo scorrere veloce delle immagini, che mi si presentavano incalzanti, attraverso  i vetri dell'auto.
Una natura aspra, vasta, desolata. Eppure, in quella desolazione scorgevo una bellezza per me insolita. Colline ondulate a perdita d'occhio, sterpaglie bruciate dal sole che tingevano di ruggine una orizzontalita' estesa fino a confondersi con il blu del cielo.
A tratti la strada disconnessa attraversava un villaggio rurale, case di legno dai tetti spioventi e dalle tinteggiature delicate del pastello o quelle intense dei colori primari.
Chiese dalle cupole bombate e argentate apparivano improvviasamente dietro a qualche curva o in lontananza su qualche sporgenza tondeggiante.
Case negozio esponevano ai bordi della statate, artigianato locale e cianfrusaglie cinesi.
Pecore guidate da cani esperti. Mucche al pascolo abbandonate a se' stesse. Ogni tanto rallentavamo adeguando  l'andatura dell'auto, ai cavalli che trainavano carri straripanti di fogliame di mais. Un uomo con una mucca al guinzaglio. Cani apatici osservavano il nostro passare con indifferenza e pigrizia.
Con queste immagini, di colori e uniformita' che creano un contrasto urbano e paeggastico, abbiamo attraversato il tramonto fino al buio nero della notte. 
Ultime luci di qualche casa isolata, poi la citta' con i suoi lampioni, le sue insegne le sue auto. Troppo stanco per osservare ancora, ho ceduto al sonno che mi cullato fino all'arrivo.
Con il torpore addosso di due giorni di viaggio, mi sono lasciato andare tra le braccia gioiose degli amici che attendevano Tiziana e me.
Ancora non sapevo cosa mi avrebbe donato la Romania.

 

postato da: LAPROSSIMA alle ore 20:49 | link | commenti (1)
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