mercoledì, 04 marzo 2009

INCONTRI RAVVICINATI

I lavori che impegnano nella gestione di un ristorante, si sà, sono molteplici. Uno tra i tanti e non ultimo,  quello delle pulizie.
Avevo trascorso il pomeriggio nelle faccende di sala  e verso sera, al termine dell'opera, sono uscito con 2 enormi sacchi ricolmi di pattume, destinati al cassonetto dei rifiuti.
Appena fuori dall'entrata, con un sacco per mano, ho alzato lo sguardo verso il crinale montano antistante alla struttura.
La sagoma scura della montagna, spiccava sul rosso fuoco del cielo.
Un tramonto ad effetti speciali.
Il silenzio, quasi assoluto,   veniva  interrotto di quando in quando, da un soffio di vento. E' stato troppo invitante: non ho potuto fare a meno di fuggire dalla quotidianità.
Seduto su di una roccia, con il viso rivolto al tramonto e alla brezza fresca della sera, mi sono lasciato trasportare da pensieri di pace e relax.
Le gambe incrociate e le mani rivolte al cielo, mi davano la sensazione di appartenere al tramonto,  svuotato e leggero in  un attimo di esaltazione quasi mistica.
Abbandonata la posizione accovacciata, con le lente movenze dello yoga, ho spinto il mio fisico verso posture plastiche.
Sentivo la  muscolatura tendersi, la ricerca dell'equilibrio, le posizioni che si susseguivano armonicamente, mi facevano partecipe della bellezza della natura.
Ero consapevole di quello che sentivo e che facevo. Questo mi dava un forte compiacimento, atteggiamento non certo yogico, ma ero comunque appagato e soddisfatto.
Intanto il rosso, gradualmente trasformatosi in viola e le forme degli alberi sempre più indistinte, mi hanno riportato alla realtà.
Mi sono sentito improvvisamente goffo e indifeso, in un bosco ondeggiante e scuro.
In lontananza, una sagoma, immobile, mi osservava.
Le abbondandi ramificazioni sul capo, denunciavano un magnifico esemplare di  cervo maschio.
Una femmina gli si è affiancata, tranquilla e silenziosa.
Ci siamo osservati per qualche istante, poi con movenze lente e titubanti, ho imboccato il sentiero di casa, allontanandomi sempre più velocemente.
Lontanto dal pericolo di incontri troppo ravvicinati, ho liberato  una risata di sollievo.
Forse nel loro dialogo serale, la coppia, concordava sulla stranezza degli esseri umani.
postato da: LAPROSSIMA alle ore 09:47 | link | commenti (5)
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