<Schizzi di sperma: questa in sintesi l'etimologia del jazz. >
<E' un getto vitale, un'attimo di piacere, di euforia, di abbandono è l'essenza stessa della vita. >
Dette queste parole, il Contrabbassista iniziò il suo "a solo" con aria assorta e ispirata.
Sotto le cupole di tessuto, le note cupe, rimbombavano creando un'atmosfera intellettuale, da anni 50 della vecchia Parigi bohemien.
Silenzio.
Un inchino con un gesto lieve del capo, e il palco è rimasto a disposizione per l'artista successivo.
Nella penombra i tavolini brillavano alla luce delle candele, e l'ombra ondeggiante della fiammella si riflettava sui bicchieri colmi di birra.
Con passo lento quasi incerto, si è avvicinata al microfono Lei.
Una ragazza carina, non tanto alta, ma dagli occhi enormi e dal sorriso contagiante.
Armeggia con l'asta del microfono, troppo alto per lei.
Attorciglia i cavi, li annoda - il contrabbassista interviene in suo aiuto.
Un colpo di tosse, dovuto probabilmente al nervosismo, echeggia nel microfono.
<Scusate>
Una pausa silenziosa poi, decisa, affronta il pubblico.
<Questa sera, l'argomento... anzi il peccato che rappresentiamo, è la lussuria>
<Ho scelto un brano di Franca Rame in collaborazione con Dario e Jacopo Fo>
Pausa.
Lo sguardo accarezza tutta la platea, nessuno escluso e tutti, attendono il suo inizio.
<Andiamo a cominciare?>
Ed inizia: le parole corrono veloci, il corpo, le mani , prendono improvvisamente vita.
Gli occhi sottolineano gli stati d'animo e il sorriso appare e scompare a seconda che il momento sia o meno ironico.
La ragazza impacciata e solare di poco prima, si è trasformata improvvisamente in una tigre. Aggredisce il microfono, ammicca, ti afferra con il suo monologo per portarti dentro alla storia, ti lascia in attesa della succissiva frase per poi riprenderti ed accompagnarti all'ultima parola, all'ultima risata e ricevere per tutto quello che ha donato applausi grati.
<Vai Silvi che sei grande>
Siamo tra amici e i commenti e le urla entusiate non si lesinano.
Sale sul palco Azzurra:
<Bene: la volta precedente abbiamo affrontato l'avidità, oggi - per la lussuria - leggero un brano da "la versione di Barney" di Ricler - un personaggio che ha avuto nella vita, esperienze forti con alcool, droga e naturalmente donne>
Apre il libro... attimo di silenzio.
<Vai Azzu che sei grande>
Non c'è nulla da fare. Gli amici sono amici